martedì, 29 settembre 2026
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Il Veneto riconosce con una legge il caregiver familiare

Decisione storica a Palazzo Ferro Fini questa sera: la Regione riconosce la figura del caregiver familiare, che sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari. Il presidente Stefani: “è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane”

Si tratta della legge N.81 “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e il sostegno del Caregiver familiare quale persona che presta cura e assistenza alla persona cara”, d’iniziativa della vicepresidente della Commissione sanità di palazzo Ferro Fini e relatrice d’aula, Chiara Luisetto (Partito Democratico) - correlatore, il capogruppo di Lega-LV, Riccardo Barbisan - e del Presidente della Regione, Alberto Stefani. L’approvazione è avvenuta all’unanimità.

Il progetto di legge disciplina il ruolo del caregiver familiare che, volontariamente e a titolo gratuito, si prende cura di una persona cara non autosufficiente o che necessita di assistenza di lunga durata, integrandolo nel sistema regionale dei servizi sociosanitari, riconoscendone la funzione sociale – con particolare attenzione ai giovani caregiver, per i quali sono individuate specifiche esigenze in ambito educativo, formativo e lavorativo e per il benessere psicofisico, e ai caregiver con più di 65 anni – e prevedendo informazione, formazione, affiancamento, supporto psicologico, misure di sollievo e valorizzazione delle competenze, comprese quelle trasversali, maturate nell’attività di cura, anche per favorire l’accesso o il reinserimento nel mondo del lavoro.

“Il Veneto oggi ha scelto di prendersi cura di chi si prende cura. La legge approvata dal Consiglio regionale riconosce e valorizza il ruolo centrale di chi, tutti i giorni, segue una persona cara malata, con disabilità, non autosufficiente o che necessita di essere accudita per particolari necessità assistenziali. Abbiamo mantenuto la promessa: al caregiver familiare, che sarà inserito nella rete dei servizi sociali e sanitari, è riconosciuto il valore sociale ed economico che rappresenta come risorsa per tutta la società”.

Così il Presidente della Regione del Veneto, Alberto Stefani, esprime grande soddisfazione per l’approvazione a Palazzo Ferro Fini della legge regionale che riconosce la figura del caregiver familiare.

“Ancora una volta il Veneto dimostra sensibilità e visione – prosegue Stefani -. La legge approvata è un importante segnale di civiltà, una nuova pietra miliare del percorso sociosanitario che mette al centro la persona e le relazioni umane. Riguarda più di 260.000 veneti per i quali l’attività del caregiver non è soltanto un impegno familiare, ma si configura come un prezioso e fondamentale tassello della rete di assistenza. Per questo deve contare sul giusto riconoscimento sociale nel sistema regionale integrato dei servizi e del Welfare”.

Le reazioni

Per Massimiliano Paglini, segretario generale di Cisl Veneto, la legge è “un passo significativo per venire incontro ai bisogni reali delle famiglie venete”. E prosegue: “Una ricerca promossa da Cisl Veneto e dalla sua federazione dei pensionati Fnp rileva che oltre la metà di costoro ha dovuto lasciare il lavoro o lo studio per assistere il proprio caro, il 67% non può contare su altri aiuti esterni, badanti o assistenza domiciliare, l’82% si sente abbandonato dalle istituzioni. Proprio per questo Cisl Veneto ha, da subito, sostenuto la necessità di una normativa che potesse offrire un supporto concreto e strutturale. E proprio per questo è ora necessario che la legge trovi reale attuazione, con applicazione rapida e finanziamenti adeguati”.

“Non solo – prosegue Paglini - a fronte del costante invecchiamento della popolazione, questo primo passo deve essere seguito da altri: in primis, la riforma delle Ipab e l’integrazione nei nuovi Ats, per dar vita a una rete sociosanitaria pubblico- privata efficiente, di qualità, con meno sprechi e che non faccia gravare gli aumenti di costo solo su lavoratori e famiglie”.

Anche Confartigianato Imprese Veneto sottolinea l’aspetto dell’invecchiamento della popolazione, che rende la sfida sempre più urgente. Il Veneto conta circa 4,85 milioni di abitanti e un indice di vecchiaia del 203%; entro il 2050 gli over 65 supereranno il 34% della popolazione regionale, mentre crescerà significativamente anche la fascia degli over 80. Un anziano non autosufficiente riceve oggi in media appena 16 ore di assistenza domiciliare l’anno, contro le 150 garantite mediamente in Danimarca. “La legge regionale dovrà quindi inserirsi in una strategia più ampia, sostenuta da risorse certe e strutturali anche a livello nazionale” continuano. “La non autosufficienza è infatti una questione di welfare che richiede una responsabilità condivisa tra Stato, Regioni e sistema dei servizi. In questa direzione si collocano le proposte del Patto per un Nuovo Welfare sulla Non Autosufficienza, promosso da 61 organizzazioni della società civile, che prevede per il 2027 un primo investimento di 1.047,8 milioni di euro, nell’ambito di un percorso triennale per rafforzare i servizi e ridurre le disuguaglianze territoriali”.

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