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A Castelfranco la nuova radioterapia dal 1° ottobre

Due messaggi netti per il futuro della sanità castellana: l’entrata in funzione della nuova radioterapia allo Iov e la chiusura del punto nascite all’ospedale San Giacomo

Due messaggi netti, destinati a segnare il futuro della sanità castellana. Da una parte, il rafforzamento dell’ Istituto oncologico veneto, con l’entrata in funzione della nuova radioterapia dal 1° ottobre; dall’altra, la conferma del percorso che porterà alla chiusura del punto nascite dell’ospedale San Giacomo. In mezzo, il tentativo di rafforzare i servizi collegati all’area della psichiatra nella Castellana, Sono i temi emersi nel Consiglio comunale di Castelfranco Veneto della scorsa settimana, dedicato al futuro del presidio ospedaliero cittadino, alla presenza della direttrice generale dello Iov, Patrizia Simionato, e del direttore generale dell’Ulss 2 Marca trevigiana, Giancarlo Bizzarri.

L’incontro, richiesto dalla maggioranza dopo la lettera inviata dalla sindaca Maria Ghimenton ai vertici sanitari all’inizio del mandato, ha richiamato numerosi cittadini interessati a conoscere le prospettive dell’ospedale San Giacomo e del polo oncologico castellano.

Ad aprire gli interventi è stata Patrizia Simionato, che ha voluto sgomberare il campo dai dubbi sorti negli ultimi anni sul futuro dello Iov a Castelfranco. Il messaggio è stato chiaro: la presenza dell’istituto oncologico non è in discussione. A sostegno di questa tesi, la direttrice ha ricordato gli importanti investimenti realizzati sulla sede castellana e in particolare sul nuovo reparto di radioterapia, per il quale sono stati destinati oltre 30 milioni di euro.

La novità più attesa riguarda proprio la nuova struttura. Il primo paziente è entrato, infatti, nel reparto di radioterapia il 1° ottobre, segnando l’avvio operativo di un investimento strategico destinato a consolidare il ruolo di Castelfranco nella rete oncologica regionale. La nuova sede, costruita all’interno dell’area ospedaliera, è stata progettata per ospitare tecnologie di ultimissima generazione.

La direttrice ha evidenziato anche il consistente incremento di personale dedicato alla nuova attività: radioterapisti, fisici sanitari, tecnici di radiologia, infermieri, operatori socio-sanitari e personale amministrativo sono stati assunti per sostenere l’avvio del servizio.

I numeri dell’attività dello Iov a Castelfranco, ha sottolineato la direzione, confermano il peso della sede castellana all’interno della rete regionale: migliaia di ricoveri, oltre centomila prestazioni ambulatoriali e un’intensa attività specialistica che si integra quotidianamente con l’ospedale San Giacomo.

Se sul fronte oncologico le prospettive sono di crescita, più delicato appare il quadro relativo all’area materno-infantile. Nel suo intervento, Giancarlo Bizzarri ha infatti affrontato il tema della chiusura del punto nascite, una prospettiva ormai inserita nel programma regionale di riorganizzazione che interessa anche altri ospedali veneti. Il direttore generale dell’Ulss 2 ha spiegato che durante l’estate è stato predisposto, insieme alle altre aziende sanitarie coinvolte, un piano di riconversione trasmesso alla Regione. Il progetto prevede una fase preparatoria, un periodo di transizione di sei mesi e una successiva fase di consolidamento. Secondo Bizzarri, la trasformazione riguarderà esclusivamente il momento del parto vero e proprio. Ha infatti ricordato che il percorso della genitorialità copre circa mille giorni, dalla gravidanza ai primi due anni di vita del bambino, e che soltanto una minima parte di questo periodo non verrebbe più gestita a Castelfranco.

L’altro tema affrontato riguarda il futuro complessivo del San Giacomo. Il direttore dell’Ulss 2 ha ribadito la volontà di potenziare la collaborazione tra i diversi ospedali della Marca, attraverso una logica di rete, sottolineando come la carenza di personale sanitario rappresenti oggi una delle principali sfide per il sistema. In quest’ottica, il futuro del presidio castellano viene immaginato come parte di una struttura sanitaria integrata e sempre più orientata a rispondere ai bisogni di una popolazione caratterizzata dall’aumento degli anziani e dei pazienti cronici.

Anche la sindaca, Maria Ghimenton, aveva evidenziato nei giorni successivi al Consiglio l’importanza delle rassicurazioni ricevute, in particolare sul mantenimento della componente generalista dell’ospedale e sul ruolo dello Iov.

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