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A Fiera il Prato torna... prato

Un “quaderno zero” edito da Antiga accompagna il progetto stabilito dalla recente convenzione tra il Comune di Treviso e Prato in fiera aps, che dal 2016 organizza eventi per rivitalizzare quella zona di città
26/09/2026

Il Prato della fiera tornerà pian piano a essere... un prato. Lo stabilisce la convenzione firmata lo scorso 16 marzo con il Comune di Treviso, chiesta a gran voce dal 2016 da cittadini e simpatizzanti della zona costituitisi nell’associazione Prato in fiera aps. “Pian piano”, è proprio il caso di dirlo, visto che la superficie interessata alla semina del prato è di fatto il 7% (1.500 mq) di quello che oggi è il “prato” della fiera (circa 20 mila mq), e corrisponde al cosiddetto “fagiolo”, dove in estate viene allestito il Piccolo circo, sede di partecipate e colorate attività organizzate dall’associazione.

Un piccolo 7%, dunque, ma vista la fatica fatta per arrivarci, è proprio il caso di festeggiare - puntando, però, ad ampliare il risultato sulla lunga distanza, dicono i promotori dell’iniziativa: si potrebbe arrivare, con un processo per cinque fasi, a 13.558 mq nel 2030. Un passo necessario, questo, per ridare dignità al prato e alla sua storia, visto che si tratta di un caso unico tra i prati urbani europei, ormai da tempo scomparsi, e da secoli luogo di commercio e di vita, a due passi dall’amato fiume Sile.

Un bene comune da mille anni, formalmente di proprietà del Comune di Treviso dal 1954, e che da oggi, per volontà dell’associazione, diventa processo collettivo tutto da inventare.

E che sia un luogo simbolo e molto amato a Treviso lo dimostrano anche le tante persone che lo scorso 17 settembre sono intervenute a Casa Robegan per la presentazione del Quaderno Zero “Il Prato torna prato. Racconti di un luogo urbano”, edito da Antiga. Il Manifesto del 2022 restituisce l’obiettivo in modo chiaro e puntuale: il Prato “non più contenitore di automobili per la maggior parte dell’anno, ma un luogo vivo e condiviso, cuore pulsante di socialità, dove memoria storica, rinascita ambientale e trasformazione urbana possono incontrarsi”.

Che cosa sarà, quindi, il Prato? È una domanda che vuol essere collettiva e interpellare tutta la cittadinanza: i giovanissimi che ci vedono solo un parcheggio e il “pavimento” delle fiere di San Luca, i più agé che ricordano quello spazio come cornice di intere giornate e pomeriggi a giocare, correre, incontrarsi, fare pic-nic. Dario Brollo, Maria Buoso, Martina Davanzo, Luca Calò, Piergiorgio Pozzobon e le tante persone che animano l’associazione e il Prato invitano prima di tutto a tornare ad abitarlo per progettare il futuro, e sì che in questi anni di iniziative ce ne sono state parecchie: cene collettive, yoga e sport, cinema sotto le stelle, giocoleria, musica, giochi e “semplice” relax.

Intanto, dopo il 25 ottobre (cioè l’ultimo giorno delle fiere di San Luca), come spiega Dario Brollo, presidente dell’associazione, verrà asportata la ghiaia, vi sarà collocata la terra e verranno seminati prati resistenti, con una soluzione tecnica che è ancora allo studio con il Comune: sarà l’inizio ufficiale di un nuovo percorso. Per usare le parole di Maria Buoso, “grazie, Prato, perché hai avuto la pazienza di aspettarci”.

Per sostenere l’associazione e per dare il proprio contributo affinché il Prato torni prato, è stata avviata una campagna di crowdfunding dedicata, con quattro livelli di donazione per essere “genitori adottivi” di una o più zolle di prato. Tutte le informazioni su www.produzionidalbasso.com/project/adotta-il-prato.

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