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Ottant’anni con gli scout a Camposampiero
“Credere nell’invisibile”: questo il titolo della giornata di festa che si è svolta domenica 20 settembre a Camposampiero, negli spazi della parrocchia dei Santi Pietro e Paolo. In occasione dell’ottantesimo anniversario della fondazione degli scout, si sono radunati tutti gli scout attuali, “passati” e le loro famiglie, per trascorrere una giornata di fraternità, condivisione, ricordo, preghiera e gioia.
L’appuntamento ha avuto inizio con la celebrazione della messa sul sagrato della chiesa. Tra i concelebranti, oltre al parroco don Cristiano Carraro, anche don Francesco Marconato, don Massimiliano Costa, don Claudio Bosa. Era presente l’Amministrazione comunale con la sindaca, Katia Maccarrone, e ovviamente una moltitudine di camice azzurre e fazzolettoni, di ogni età.
Durante l’omelia, don Massimiliano ha ripercorso la gioia del suo percorso scautistico strettamente intrecciato con quello vocazionale: “Tra di voi sono cresciuto, ho imparato a conoscermi, a fidarmi degli altri, a giocare e a ridere di me stesso... tra di voi e grazie ai tanti capi che hanno accompagnato la mia vita ho scoperto la presenza di un Dio che mi ha voluto e continua a volermi bene!”. Sono stati ricordati anche gli scout che ci hanno lasciato prematuramente: Pino, Marino, Sara, Filippo, Nicolò.
La cerimonia dell’alzabandiera ha dato, poi, inizio ai successivi appuntamenti del giorno, il primo dei quali è stato una preziosa e curata mostra fotografica, dislocata presso le varie sedi scout, con foto dagli anni ’40 fino a oggi dei vari campi o di altri momenti. Non sono mancate le magliette dell’evento, e pure una pubblicazione cartacea preparata ad hoc.
È seguito il pranzo comunitario, con quasi cinquecento persone, preparato e servito da volontari di associazioni del territorio; in questa occasione, la sindaca, Katia Maccarrone, ha salutato tutti i presenti, ringraziando per il bene che l’Agesci opera per i giovani a Camposampiero, e auspicandone un buon proseguimento.
I festeggiamenti sono proseguiti nel pomeriggio all’insegna del divertimento: all’ombra dell’alzabandiera, il campo da rugby si è trasformato in teatro di epiche sfide a roverino, scoutball e calcio, dove anche don Cristiano si è messo in gioco in perfetto spirito scout!
È l’immagine più limpida di una comunità unita, dove le diverse generazioni riescono ancora a dialogare e a mescolarsi. A tenerle insieme è quel filo invisibile che supera ogni differenza, permettendo al grande gioco dello scautismo di resistere e prosperare nel tempo: “Non chi comincia, ma quel che persevera”, come giustamente ricordava don Francesco Marconato al termine della messa.
Nel frattempo la cornice del campo, già gremita, continuava a popolarsi: da un lato il truccabimbi per i più piccoli - gestito, così come le partite, dai giovani della branca Rs - dall’altro il bar, punto di ritrovo per i più grandi. L’entusiasmo è culminato con l’esibizione della band Fernet Franca, che ha animato il finale dell’anniversario a ritmo di canti scout e da fuoco di bivacco. Sono risuonate le canzoni che tutti i presenti hanno imparato ad amare negli anni, cantate a squarciagola e ballate senza sosta nel campetto da basket della palestra Don Bosco. La solenne cerimonia dell’ammainabandiera ha concluso ufficialmente i festeggiamenti, attendendo quindi i prossimi anniversari!



