È dei giorni scorsi la nota con cui la diocesi di Milano comunicava che il trentaduenne don Alberto Ravagnani...
Oltre le frontiere: lo Steffani in Mozambico
Il progetto internazionale, presentato mercoledì 28 presso il Conservatorio Steffani e coordinato dal docente Bernardino Beggio, prevede la collaborazione con la fondazione Musiarte, creata e diretta dalla cantante Stella Mendonca, che ha come obiettivo la creazione di un Conservatorio Nazionale (Conservatorio Nacional de Musica e Artes Dramaticas).
Se è vero che la musica è universale e supera tutte le barriere, in questo caso sembra oltrepassare addirittura le frontiere, anzi, i continenti. Sì, perché un pezzetto del conservatorio di Castelfranco partirà per il Mozambico per donare una sua costola (nella fattispecie, l’expertise pedagogica di un gruppo di docenti) al futuro Conservatorio Nacional de Musica e Artes Dramaticas.
Il progetto internazionale, presentato mercoledì 28 presso il Conservatorio Steffani e coordinato dal docente Bernardino Beggio, si inserisce all’interno del programma Erasmus+, che dal 2014 al 2020 permette di realizzare progetti con paesi al di fuori dell'Unione Europea (cosiddetti Partner Countries). Argentina, Moldavia e Mozambico i paesi con cui lo Steffani sarà protagonista di tre importanti protocolli internazionali.
In particolare, il protocollo Italia Mozambico, finanziato dal Ministero, prevede un progetto di collaborazione con la fondazione Musiarte, creata e diretta dalla cantante Stella Mendonca, che ha come obiettivo la creazione di un Conservatorio Nazionale (Conservatorio Nacional de Musica e Artes Dramaticas). Tale progetto è supportato in prima persona dal Ministro dell'educazione del Mozambico e si avvarrà della collaborazione di due altre istituzioni: Universidade Pedagogica e Istituto da Formacao de Profesores. In questa prima fase, preparatoria di un progetto futuro più ampio, è previsto l'invio da parte dello Steffani di alcuni insegnanti con il compito di formare personale docente in loco.
Una grande opportunità di crescita per i mozambicani, ma – forse – ancor di più per gli italiani.



