venerdì, 06 febbraio 2026
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Alle scuole Coletti di Treviso la terra si fa maestra di inclusione

Le medie di San Liberale partecipano alla coppa del mondo di orto

Una coppa del mondo green, per avvicinare i ragazzi alla terra attraverso la creazione di un orto a scuola come straordinario strumento didattico. E raccogliere così, tra una verdura e l’altra, non soltanto conoscenze nelle diverse materie – a cominciare dalle Scienze -, ma anche i valori potenti della condivisione e dell’aiuto reciproco tra compagni di scuola. Pionieri nella Marca, gli studenti dell’Istituto comprensivo Coletti di Treviso, unica scuola media trevigiana in competizione per la “Coppa del mondo dell’orto”, che in Italia ha visto per la prima volta scendere in campo, da settembre, un centinaio di istituti scolastici in tutto lo Stivale. Un migliaio, invece, sono le scuole coinvolte, a oggi, nel mondo. Dodici i premi in palio e una squadra vincente. L’iniziativa, lanciata da meno di un anno dall’associazione senza scopo di lucro Landestini per sensibilizzare i giovani alla questione ambientale, sta già iniziando raccogliere i suoi frutti. Alla Coletti, il progetto ha messo radici per un’ora e mezza la settimana, rendendo protagonisti, sotto il segno dell’inclusività, cinque alunni con bisogni educativi speciali, con la partecipazione diretta delle loro classi. Grazie, inoltre, alla stretta di mano con la cooperativa Solidarietà di Treviso è giunto anche l’aiuto prezioso di alcuni giovani collaboratori, con esperienza sul campo, che affiancano gli studenti: “Il progetto e il relativo laboratorio di orto inclusivo sono nati per i ragazzi con disabilità, per, poi, estendersi anche a coloro che hanno problemi di comportamento – dice la dirigente scolastica dell’Ic5 Coletti, Angela Ferraro –. Quello che è emerso, monitorando le attività, è la grandissima valenza inclusiva ed educativa di questo laboratorio. I ragazzi sono concentrati in un’attività produttiva e questo stimola enormemente il loro senso di autoefficacia, le difficoltà diminuiscono e il lavoro di gruppo diventa più facile”. La terra come “maestra” con il suo forte potere terapeutico e didattico. E valori come la gentilezza, l’impegno di gruppo, la condivisione, l’ottimismo e la pazienza che aiutano a far germogliare tutto il resto. Legati a doppio filo sono diventati, poi, altri laboratori della scuola, come quello di Scienze e di cucina, anche quest’ultimo inclusivo. A dar manforte al progetto, oltre a tutti i programmi didattici chiamati direttamente in causa, anche la dotazione di due “tower garden”, una coppia di speciali “torrette green”, usate come sistema di coltivazione verticale aeroponica, dentro ambienti chiusi. Tra le diverse attività didattiche messe in gioco dalla scuola con la sua scesa in campo per la Coppa del mondo dell’orto, c’è anche il coinvolgimento delle Lingue straniere studiate dalle classi coinvolte (Inglese e Spagnolo) con i loro vocaboli “green”. E la sfida a cimentarsi in Italiano nella composizione in rima, a tema orto: “L’orto a scuola aiuta l’autonomia quotidiana – spiega la docente referente del progetto della Coletti, Teresa Della Volpe – gratifica e dà fiducia agli alunni, che così imparano facendo e, inoltre, favorisce le attività interdisciplinari”. A rappresentare Treviso, quest’anno, nella competizione mondiale, oltre alla media Coletti, anche alcuni allievi del Centro per l’educazione degli adulti “Manzi” che, invece, utilizzano alcuni spazi degli orti urbani di Treviso. E la “new entry” della scuola primaria di Monastier. Per iscriversi non è necessario saper coltivare. Basta saper fare squadra. E per chi non ha la fortuna di avere un giardino o un terreno a scuola, un cassone di quattro metri quadrati di terra può bastare.

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