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15 anni in una fase inedita: il saluto di S. Maria del Rovere e S. Pio X a don Adelino Bortoluzzi
Ha guidato per 15 anni la popolosa parrocchia di Santa Maria del Rovere, a partire dal 2011, e per un anno di meno, dal 2012, la vicina comunità di San Pio X. Domenica scorsa, 27 settembre, i fedeli delle due parrocchie hanno salutato numerosi, e con affetto, don Adelino Bortoluzzi, con un’unica celebrazione, nella chiesa di Santa Maria del Rovere.
Una celebrazione partecipata anche emotivamente, per salutare e ringraziare il parroco, che ha concluso il suo servizio per raggiunti limiti d’età. Ad accompagnarlo, tra i concelebranti, mons. Giuseppe Rizzo, don Artemio Favero, don Aldo Danieli e don Stephane Atchonou Komlan, sacerdote togolese che da un paio d’anni è collaboratore pastorale a Santa Maria del Rovere. Tra i presenti, i componenti dei Consigli pastorali, le associazioni, diversi giovani e famiglie, gli scout, i bimbi della scuola dell’infanzia Carmen Frova.
“Quelli vissuti insieme - ha affermato con Adelino durante l’omelia - sono stati anni pieni di incontri, gioie, fatiche, angosce e speranze”. L’obiettivo primario, ha spiegato il sacerdote, “pur consapevole dei miei limiti e delle mie lacune, è stato quello di vivere la fede nel contesto delle parrocchie, dentro a una fase storica inedita, rispetto al passato”.
Nei quartieri periferici della città, infatti, il calo della partecipazione alle celebrazioni e alle attività pastorali si è avvertito in modo più accentuato e accelerato. Processi che hanno, in particolare, riguardato le giovani generazioni, che nel percorso pastorale di don Bortoluzzi avevano sempre avuto un’attenzione importante.
Ma, nonostante questo, “non ho mai perso la certezza che Gesù Cristo fosse presente in mezzo a noi, con la sua Parola”. Come mettere insieme la Parola di Gesù e la realtà degli uomini d’oggi, nella convinzione, appunto, che la Parola di Dio agisca anche dentro i fatti della nostra epoca, è stata, dunque, la sfida che ha contrassegnato il servizio di don Adelino nelle due parrocchie.
Il sacerdote ha proseguito ricordando l’accoglienza “dei bisognosi, dei sofferenti, dei feriti dalla vita e dalla cattiveria, dei malati. Certo, avrei voluto fare molto di più”.
Ora, per il parroco uscente, si apre una stagione nuova della vita, durante la quale avrà occasione, come ha affermato, “di una più profonda preghiera nel Vangelo”.
Prima di concludere, ha ringraziato i parrocchiani, e alcuni collaboratori in particolare, parlando di “legami che non si interrompono”.
Legami forti, come è emerso dal momento della preghiera dei fedeli e, successivamente, da alcuni saluti che sono stati letti al termine della celebrazione.
Domenico Pezzato, a nome dei Consigli pastorali e degli organismi di partecipazione delle parrocchie di Santa Matia del Rovere e San Pio X, ha ripercorso i quindici anni vissuti assieme, a partire dall’arrivo di don Adelino, arrivato forte di “una vasta e innovativa esperienza pastorale”, che attingeva “alla lezione del Concilio Vaticano II, in virtù della quale “ti sei speso per una pastorale adatta ai tempi”. Lungo l’elenco delle esperienze vissute e delle iniziative intraprese con il parroco: “Incontri di formazione e di approfondimento, anche con qualificati contributi esterni, l’avvio della Collaborazione pastorale Treviso Est, l’apertura del centro d’ascolto Caritas, a San Pio X, l’attenzione all’asilo Carmen Frova, i giovani, la necessaria attenzione alle strutture, come il campanile”. Sopra di tutto, però, “la centralità è stata data alla Parola e ai sacramenti”, ha affermato il rappresentante delle parrocchie, che ha fatto cenno alla cura delle sue omelie.
Ancora prima, c’erano stati i saluti di don Artemio Favero, che con don Adelino aveva condiviso un’esperienza di vita comunitaria tra sacerdoti a fine anni Ottanta, nelle parrocchie di San Pelagio e Immacolata, e di don Stephane, che ha ringraziato il parroco per la sua accoglienza: “Mi sono subito sentito un fratello e un membro attivo di queste comunità”. Quindi, hanno manifestato la loro gratutidine l’attuale presidente della Camera di commercio, Francesco De Bettin, e alcuni dei giovani universitari accolti in questi anni dal parroco.



