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Villa Regina Mundi: festa per i 50 anni di comunità terapeutica
èstato il sentimento della gratitudine quello che più è stato condiviso domenica 27 settembre, a villa Regina Mundi. Gratitudine della comunità trevigiana e della diocesi per la presenza a Treviso, ormai da 70 anni, della congregazione delle “Pie suore della Redenzione”, che hanno dedicato la loro vita all’accoglienza di ragazze e donne in situazione di fragilità e di marginalità, accoglienza che da cinquant’anni si esprime come comunità terapeutica. Due anniversari festeggiati insieme. Gratitudine da parte di tante donne che qui hanno vissuto un tempo importante della loro vita, e che hanno accolto l’invito delle suore a ritrovarsi insieme per una giornata di festa. Gratitudine da parte di tante persone che gratuitamente mettono a disposizione del tempo per tanti servizi in comunità, ma che sentono che è più quello che ricevono rispetto a quello possono offrire.
La giornata è iniziata con la celebrazione eucaristica, presieduta dal vicario generale, mons. Mauro Motterlini che ha portato il saluto del vescovo Michele, e così il sentimento di gratitudine è divenuto rendimento di grazie al Signore. Suor Elvira, responsabile della comunità, ha voluto ricordare la gioia per le tante ragazze e donne che hanno trovato nella comunità l’aiuto per riprendere in mano la loro vita e ha ricordato, con tanto affetto e un po’ di commozione, anche coloro che “non ce l’hanno fatta”.
Dopo la celebrazione eucaristica c’è stato il momento per tracciare la storia di 70 anni di presenza delle suore a Treviso, iniziata con l’inaugurazione della casa da parte del vescovo Egidio Negrin, il 3 novembre 1956, dedicata all’accoglienza di ragazze adolescenti . Dal 1976, villa Regina Mundi è divenuta una comunità terapeutica per ragazze e donne segnate dalla dipendenza da sostanze, seguendo le linee indicate dalla nuova legge sulla tossicodipendenza entrata in vigore solo pochi mesi prima, avviando, così, la prima comunità a Treviso e una delle prime in Veneto.
È seguito un momento di lettura dei messaggi giunti da tante persone. Anche l’assessora regionale Paola Roma ha voluto farsi presente con un messaggio: “Cinquant’anni di cammino condiviso - ha scritto - significano aver accompagnato generazioni di donne in percorsi spesso difficili, offrendo ascolto, cura, sostegno e soprattutto la possibilità di ritrovare fiducia in se stesse e di costruire un nuovo progetto di vita”. Toccanti i messaggi di tante ragazze che qui hanno vissuto un periodo della loro esistenza. “Sono arrivata qui a 17 anni, questa comunità mi ha teso la mano nel momento più buio, mi ha aiutato ad uscire dalla dipendenza e mi ha insegnato il significato del vero bene - ha scritto una di loro -. Le regole e la disciplina di quegli anni sono state la struttura di cui avevo bisogno per fermarmi e ricostruirmi”.
La giornata è proseguita con il pranzo in giardino. Nel pomeriggio uno spettacolo teatrale sul tema del lavoro, una dimensione importante nel percorso terapeutico, con protagoniste le donne che attualmente vivono in comunità terapeutica.



