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"Il nostro digiuno per i poveri": il giubileo dei detenuti trevigiani

I detenuti della Casa circondariale di Treviso, non potendo partecipare al giubileo a Roma con papa Francesco, hanno destinato i propri pasti alla mensa della Caritas. La lettera inviata al nostro giornale

Un gesto di solidarietà che li ha uniti idealmente al Giubileo che in tanti stavano vivendo in quelle ore a Roma, con papa Francesco. E così i detenuti della Casa circondariale di Treviso, non potendo partecipare direttamente all'incontro in San Pietro, hanno scelto di digiunare nelle due giornate del 5 e 6 novembre, destinando i propri pasti alla mensa della Caritas tarvisina. Un gesto bello e profondo, nello spirito del Giubileo della Misericordia, che hanno voluto spiegare con una lettera esclusiva al nostro settimanale. Eccola:

“In occasione del Giubileo dei detenuti del 5 e 6 novembre, nel quale il Papa ha celebrato una funzione religiosa in San Pietro a favore dei detenuti ristretti negli Istituti di pena italiani, noi detenuti della Casa circondariale Santa Bona di Treviso abbiamo aderito all’evento digiunando in queste giornate. Tutto il cibo che normalmente era distribuito è stato donato alla Caritas diocesana di Treviso affinché provveda alla distribuzione alle persone bisognose.
Domenica 6 novembre, inoltre, è stata celebrata una messa presso la cappella del carcere assieme ad un gruppo numeroso di persone di alcune parrocchie del circondario di Treviso, per estendere quaesta giornata anche a persone che non sono vicine quotidianamente alla nostra situazione, ma che hanno dimostrato sensibilità verso questa realtà poco conosciuta e circondata di pregiudizi che, se non vengono abbattuti, non ci aiutano a tornare persone normali agli occhi del mondo intero.
E’ stata fatta, inoltre, una petizione tra la popolazione detenuta per sensibilizzare gli organi istituzionali competenti in merito al problema della condizione di vita carceraria, inviandola al ministro di Grazia e Giustizia Orlando e a sua Santità, papa Francesco.
Ci auguriamo che questa nostra iniziativa sia resa pubblica al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica, in quest’anno del Giubileo della Misericordia, verso le persone che normalmente non sono in primo piano quando la loro vita è oscurata dai muri che circondano questi istituti di pena e che ledono la dignità umana”. (I detenuti di Treviso)

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