È dei giorni scorsi la nota con cui la diocesi di Milano comunicava che il trentaduenne don Alberto Ravagnani...
Immigrazione, da Veneto, Lombardia e LIguria no alle quote del Governo
I governi regionali "non riconoscono le quote e le modalita'' di assunzione a essi attribuite". E' il preambolo del documento firmato dai governatori Giovanni Toti, Roberto Maroni e Luca Zaia di "proposte concrete al premier Matteo Renzi per risolvere l'emergenza e il problema immigrati".
I governi regionali di Liguria, Lombardia e Veneto "non riconoscono le quote e le modalità di assunzione a essi attribuite". E'' il preambolo del documento firmato dai governatori Giovanni Toti, Roberto Maroni e Luca Zaia di "proposte concrete al premier Matteo Renzi per risolvere l''emergenza e il problema immigrati". Sono nove i punti messi nero su bianco da i tre presidenti regionali. Eccole: dichiarazione di stato di emergenza per inquadrare "correttamente il fenomeno immigrazione che non deve essere seguono come evento ordinario ma emergenziale"; blocco dei flussi degli immigrati alla partenza, meditando "la creazione di centri di prima accoglienza nei paesi del Nord Africa"; promozione di accordi bilaterali con i paesi di origine per i rimpatri. Dopo i primi tre punti sottoposti al Governo, il documento prosegue con: la richiesta all'Unione Europea di "predisposizione di piani di miglioramento delle condizioni di vita nei luoghi di origine dei cosiddetti immigrati economici che ad oggi non hanno titolo di entrare nell'Ue"; la conferma del reato di immigrazione clandestina; la possibilità di istituire nuovi centri di identificazione ed espulsione "solo tramite accordi bilaterali con le Regioni che diano il loro assenso"; soluzioni ad hoc per le regioni di confine per evitare tensioni sociali con una richiesta di "diminuzione delle quote dei richiedenti assegnate in fase di ripartizione"; ripristinare il sistema disciplinato dal sistema dei flussi e dal permesso di soggiorno "anche valutando la selezione dei flussi solo a favore di chi condivide pienamente la Carta dei valori di cittadinanza e di integrazione del 2007 del ministero dell'Interno"; rivedere le regole e le dotazioni finanziari della sanità internazionale.



