giovedì, 12 marzo 2026
Meteo - Tutiempo.net

La Chiesa dopo il referendum: "Tutti sotterrino l'ascia di guerra"

L'invito del segretario generale, mons. Galantino in un'intervista a Tv2000. Ieri il cardinale Bagnasco aveva detto: “Adesso è il momento di una grande responsabilità, come sempre a tutte le parti e a tutti i livelli”.

“Non lo so se chiedo molto, ma veramente chiedo che un po’ tutti sotterrino l’ascia di guerra fatta di parole pesanti, fatta anche di espressioni tante volte al limite della volgarità”. Lo ha detto il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, in un’intervista al Tg2000, il telegiornale di Tv2000, commentando i risultati del recente Referendum. “In questa maniera – ha aggiunto mons. Galantino – non si va da nessuna parte, non si contribuisce a costruire il bene comune e soprattutto non si crea un clima nel quale la democrazia possa essere vissuta come alternanza anche nel governo e nell’Amministrazione”. “La responsabilità, fino a questo momento, – ha sottolineato mons. Galantino – ognuno ha cercato di esercitarla a modo suo. Probabilmente il referendum, le modalità con le quali ahimè ci si è arrivati e anche i risultati chiedono a tutti di recuperare una responsabilità nei confronti del bene comune e non nei confronti di parti di bene, semmai parti di bene interessate”. Il segretario generale della Cei ha infine chiesto di “avere uno sguardo più aperto” e di “agire in un orizzonte molto più comune e condiviso”.

Le parole del card. Bagnasco

“Adesso è il momento di una grande responsabilità, come sempre a tutte le parti e a tutti i livelli”. Ad affermarlo il cardinale Angelo Bagnasco, arcivescovo di Genova e presidente della Cei, commentando il risultato del referendum costituzionale. Il cardinale è intervenuto lunedì scorso a margine della messa celebrata nella cattedrale di San Lorenzo per la ricorrenza di Santa Barbara. Ai cronisti presenti, che gli hanno chiesto se adesso il rischio dell’Italia è di un Paese spaccato, il cardinale ha riposto: “Cerchiamo di camminare insieme”.

L'Osservatore Romano
Il risultato del referendum e della campagna che l’ha preceduto è la conferma “delle peculiarità di un paese ora diviso, nel quale a unire è semmai una comune diffidenza reciproca che si traduce in una stasi poco feconda sia sotto l’aspetto dell’azione di governo sia sotto quello del processo di riforma dello Stato”. E’ il commento dell’Osservatore romano, il giorno dopo il voto. Il quotidiano della Santa Sede scrive anche che il premier Renzi, “legando le sue sorti a quelle delle riforme istituzionali, ha finito col prestare il fianco a un attacco coalizzato alla sua leadership”.

Aggiornamenti sociali
Per “Aggiornamenti sociali”, rivista dei gesuiti, l’appuntamento del 4 dicembre ha messo in moto “una dinamica partecipativa che da tempo non si manifestava in queste proporzioni. Vi è stato un ritorno a discutere su scelte istituzionali e politiche, a impegnarsi in modo attivo e propositivo a livello civile”. Ora “questo patrimonio di rinnovato interesse è un valore fondamentale da non disperdere, per il bene del Paese”. Per “Aggiornamenti sociali”, “un secondo elemento certo è la netta vittoria del ‘no’ a livello nazionale”. Le conseguenze politiche di questo voto “sono ancora difficili da determinare e gli interrogativi al riguardo troveranno una prima risposta solo nei prossimi giorni”.
Certamente, però, “una lezione si può trarre dalla bocciatura di questo tentativo di riforma, l’ennesimo fallimento in una storia lunga ormai più di trent’anni. Quando decideremo di ritornare a discutere di riforme costituzionali, sarà bene prendere esempio da esperienze di coinvolgimento dei cittadini nella fase di elaborazione delle proposte che si sono già realizzate in altri Paesi, come ad esempio l’Irlanda, e che hanno dato buona prova di sé”.

SEGUICI
EDITORIALI
archivio notizie
19/02/2026

Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...

05/02/2026

È dei giorni scorsi la nota con cui la diocesi di Milano comunicava che il trentaduenne don Alberto Ravagnani...

TREVISO
il territorio