martedì, 10 febbraio 2026
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La fertilità è bene comune

Per il dottor Busato, primario di ginecologia ed ostetricia all'ospedale di Treviso, le immagini usate per la campagna sul Fertility day “non erano appropriate”, ma l’obiettivo posto sì

In Italia una coppia su cinque ha difficoltà a procreare in maniera naturale, oltre il doppio di quante se ne stimavano solo 20 anni fa. Al netto, dunque, del fatto che le immagini e gli slogan della campagna del primo Fertility day sono apparse superficiali – o peggio offensive – scatenando feroci critiche soprattutto sui social, il tema rimane di stringente, e per chi lo vive drammatica, attualità. Complicata, fragile, vulnerabile: così ha definito la nostra fertilità Eleonora Porcu, famosa ginecologa bolognese responsabile del Centro di infertilità e procreazione medicalmente assistita del Sant’Orsola, coordinatrice del tavolo consultivo del ministero il cui lavoro è stato alla base della campagna. Quindi, come ogni altro ambito della nostra salute, bisogna essere informati e prendersene cura.
“Probabilmente le immagini non erano appropriate ma l’obiettivo posto e le informazioni veicolate sì – commenta il dott. Enrico Busato, primario di ginecologia e ostetricia all’Ospedale di Treviso -. Solo la conoscenza e la tutela della propria fertilità e la prevenzione delle cause di infertilità possono permettere alle persone di scegliere in modo quantomeno consapevole”.

Esiste dunque un “problema fertilità”? In che misura?

I dati ci dicono che il 20% delle coppie ha difficoltà a procreare; le cause risiedono per il 40% nella componente femminile, per l’altro 40% in quella maschile e per un 20% ha origine mista. Negli ultimi 50 anni il numero di spermatozoi nel maschio si è ridotto della metà, e dagli anni ’80 in poi l’età media al concepimento è aumentata di quasi 10 anni per entrambi i sessi. Tenendo conto che già dopo i 25 anni la fertilità comincia la sua decrescita, mi pare chiaro che la questione sussiste.

Dunque, abbiamo una data di scadenza come “aspramente” è sottolineato nella campagna?

Detto così suona un giudizio offensivo che non tiene conto dei motivi per cui si sceglie di avere figli in età più avanzata e di tutte le dinamiche sociali, di contesto, di politiche familiari ancora in molta parte da realizzare nel nostro paese. Tuttavia l’età incide sulla fertilità, così come le abitudini alimentari, l’uso di droghe, alcol, il fumo. Oltre ovviamente alle patologie più specifiche.

Possibile che non ci sia consapevolezza e serva ancora così tanta informazione?

Probabilmente, anche per via di internet, si pensa di sapere tutto ma in realtà non è vero. La salute riproduttiva è un bene da proteggere fin da giovani, da adolescenti, evitando abitudini scorrette come sigarette o alcolici, dannose per gli spermatozoi e gli ovociti, oppure una vita troppo sedentaria, lo squilibrio alimentare. Le giovani devono sapere che la “finestra fertile” femminile è limitata e vulnerabile, le donne come gli uomini siano consapevoli che alcune infezioni, anche a bassa sintomatologia, possono danneggiare la fertilità.

C’è comunque l’idea che la medicina ormai risolve ogni problema…
Però anche i dati sulle Pma ci dicono che le probabilità di concepimento sono al 25%, di fatto le stesse di una gravidanza con un rapporto in periodo fecondo. Senza dubbio alcuni aspetti interessanti vengono per esempio dall’oncofertilità, cioè dalla tutela della potenzialità riproduttiva nei pazienti oncologici. Ma qui poi spostiamo il focus.

Dal punto di vista strettamente medico la fertilità è un bene comune?
Certamente, non soltanto perché collegata alle questioni della denatalità che mettono a rischio la sostenibilità del nostro welfare e il futuro stesso del nostro paese. Pensiamo ad esempio all’aggravio di spese sanitarie e ai risvolti psicologici e psicofisici di chi vive il problema dell’infertilità. Qui le ripercussioni sulla coppia, e soprattutto sulla donna, non sono mica di poco conto. Per questo, sfatare falsi miti e convinzioni spesso errate sulla propria capacità riproduttiva ed anche sulle tecniche di fecondazione medicalmente assistita, è un servizio pubblico necessario per permettere poi a ciascuno in piena libertà di scegliere.

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