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Le associazioni di categoria chiedono alla Regione un tavolo di lavoro per aiutare le aziende coinvolte nelle crisi bancarie

La costituzione di un tavolo di lavoro per mettere in campo azioni a supporto delle aziende coinvolte dalla crisi di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. È l’appello rivolto alla Regione Veneto da parte di Confartigianato, Cna, Confindustria e Confcommercio del Veneto.

La costituzione di un tavolo di lavoro per mettere in campo azioni a supporto delle aziende coinvolte dalla crisi di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. È l’appello rivolto alla Regione Veneto da parte di Confartigianato, CNA, Confindustria e Confcommercio del Veneto.

Le quattro associazioni di categoria sottolineano come le vicende delle due banche, nello specifico la svalutazione delle azioni messe a garanzia di affidamenti, stiano generando problemi straordinari alle aziende. In particolare si sta verificando il peggioramento dei rating aziendali con i riflessi negativi sulle prospettive di accesso al credito e la perdita dei requisiti per l’accesso alle coperture del fondo di garanzia per le PMI.

Per far fronte a tale emergenza, Confartigianato, CNA, Confindustria e Confcommercio del Veneto propongono l’adozione di un piano per le imprese coinvolte, che faccia perno su garanzie straordinarie derivanti da un’intesa ad hoc tra Confidi (dell’artigianato, dell’industria e del commercio) Regione e Veneto Sviluppo, per le operazioni ammissibili al Fondo di Garanzia e non.

Nel primo caso, dopo un’analisi degli affidamenti revolving delle Banche in questione e vagliata l’ammissibilità al Fondo di tutte le linee di credito a breve, occorrerebbe procedere immediatamente a richiedere la copertura di quest’ultimo, anche con il supporto dei Confidi. L’intervento potrebbe essere integrato con quello del Sistema-Confidi-Veneto Sviluppo, nell’ambito dei fondi stanziati (e stanziabili) a supporto di operazioni di Riassicurazione-Tranched Cover.

Per i casi di affidamenti non ammissibili al Fondo di Garanzia, invece, sempre che si tratti di imprese “in bonis” (senza problemi di pagamento), potrebbero essere strutturati interventi con i fondi regionali abbinati ai Fondi Antiusura.

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