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Servizio civile volontario: un anno per gli altri e per noi

Entro fine mese le domande dei giovani per l'anno di servizio civile volontario. Le storie di Lucia e Michele, ai quali l'esperienza ha aperto le porte del mondo del lavoro e del territorio trevigiano

Scade il prossimo 30 giugno il termine per partecipare al bando nazionale di selezione per 35.203 volontari da impiegare in progetti di Servizio civile nazionale, in Italia e all’estero. Una bella occasione per molti giovani per mettersi in gioco, per sperimentarsi a livello umano e professionale nel grande mondo del volontariato.
Lucia e Michele raccontano la loro personale esperienza di servizio civile in Volontarinsieme - Csv Treviso, periodo che poi ha aperto loro la porta del mondo del lavoro e del territorio trevigiano.
Dall’impegno nel volontariato al lavoro
Lucia Baruffaldi, 29 anni, trevigiana, ha svolto il suo anno al Centro servizi per il volontariato nel 2010. Dopo la laurea in Cooperazione allo Sviluppo e un periodo di tirocinio in Romania, ha scelto di dedicarsi del tempo per un percorso di crescita personale e professionale. “Volevo capire nel nostro territorio cosa si muoveva, che realtà c’erano, come erano organizzate. C’è stata la possibilità di entrare al Centro servizi per il volontariato dove ho potuto incontrare molte realtà associative, capire le loro finalità, come erano strutturate e le attività che promuovevano. Con il tempo le operatrici che mi seguivano hanno iniziato a darmi responsabilità nella progettazione. E’ stato un periodo intenso e di grandi relazioni – spiega Lucia – che non solo mi ha messo in rete con il territorio, ma mi ha permesso di acquisire competenze e autonomia, che poi ho potuto spendere nel campo professionale e nel lavoro”. Dopo l’anno di servizio civile Lucia infatti è stata contattata dal Laboratorio di Cooperazione, un coordinamento di sei associazioni che si occupa di integrazione, progetti di sostegno ai paesi in via di sviluppo, politiche di comunità.
“Credo che aver dedicato un anno alla mia formazione personale, affiancata da operatori del settore, in un ente che ha grandi aperture con il territorio, sia stato importante” conclude Lucia.
La scoperta del territorio
Michele Rizzi, 27 anni, calabrese, ormai trevigiano d’adozione, ha svolto il suo anno di servizio civile nel 2015. Laureato in Psicologia a Padova, arriva a Treviso per un tirocinio all’Israa, l’istituto che raggruppa le case di riposo cittadine, vista la sua particolare propensione a lavorare con gli anziani.
“Non conoscevo nessuno a Treviso e dopo il tirocinio ho fatto domanda per il servizio civile in Csv e sono stato accettato. E’ stato l’inizio di un’avventura bellissima, che mi ha non solo permesso di conoscere e farmi conoscere ad un territorio per me tutto nuovo, ma mi ha dato modo di mettere in pratica gli studi appena conclusi. Ho seguito diversi progetti, come il Laboratorio scuola e volontariato, le attività in Istituto Penale Minori, realtà che difficilmente avrei incontrato in altro modo. Poi – prosegue Michele – vista la mia esperienza con gli anziani, Csv ha deciso di affiancarmi nei progetti per i centri di sollievo Alzheimer. Durante l’anno di servizio civile ho anche collaborato con il Teatro dell’Oppresso dal quale è nato il collettivo «Gli Ecoisti» al quale ancora oggi appartengo”. Michele ora lavora come psicologo in alcune case di riposo e continua a collaborare come volontario in diversi progetti di Volontarinsieme.
Due storie semplici ma significative, che ben dimostrano come un anno dedicato al servizio civile possa non solo aprire a nuove prospettive, anche professionali, ma permetta una lettura del territorio, delle realtà associative presenti, di come le comunità si muovono, che poche altre occasioni riescono ad offrire.

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