sabato, 14 marzo 2026
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Terremoto in Centro Italia: aiuti da Caritas e dal Veneto

Forti scosse telluriche nella notte hanno causato vittime e danni ingenti nelle province di Rieti, Ascoli Piceno e di Fermo. La Conferenza Episcopale Italiana esprime vicinanza alle popolazioni colpite e stanzia 1 milione di euro per i primi interventi di solidarietà. Indetta colletta nazionale per domenica 18 settembre. La preghiera di papa Francesco per le vittime.

Nella notte del 24 agosto tre violente scosse di terremoto hanno colpito le province di Rieti, Ascoli Piceno, di Perugia e di Fermo, causando un numero imprecisato di morti e di sfollati, danni ingenti e il crollo di numerose abitazioni e di alcune chiese in modo particolare nei centri di Accumoli (Rieti), Arquata del Tronto (Ascoli Piceno) ed Amatrice (Rieti).

«La Chiesa che è in Italia – scrivono in un comunicato i Vescovi italiani - si raccoglie in preghiera per tutte le vittime ed esprime fraterna vicinanza alle popolazioni coinvolte in questo drammatico evento. Le diocesi, la rete delle parrocchie, degli istituti religiosi e delle aggregazioni laicali sono invitate ad alleviare le difficili condizioni in cui le persone sono costrette a vivere».

E in conseguenza al sisma la Presidenza della Cei ha disposto l’immediato stanziamento di 1 milione di euro dai fondi dell’otto per mille per far fronte alle prime urgenze e ai bisogni essenziali. Il presidente di Caritas Italiana, card. Francesco Montenegro, arcivescovo di Agrigento, e don Francesco Soddu, direttore di Caritas italiana, hanno espresso piena solidarietà ai Vescovi delle Diocesi di Fermo, Ascoli Piceno e Rieti assicurando la preghiera per le vittime e le loro famiglie, e il pronto impegno in favore delle persone colpite.

Caritas Italiana si è subito attivata con i suoi operatori sul posto per coordinare gli sforzi delle Caritas coinvolte e di quelle che hanno già offerto disponibilità ad intervenire da tutta Italia e anche dall’estero. Solidarietà in tal senso è stata espressa anche da Caritas Internationalis attraverso il suo Segretario Generale Michel Roy. In stretto contatto con i delegati regionali delle Marche e del Lazio, in cui ricadono i principali centri colpiti dal sisma, Caritas Italiana cerca di farsi prossima con il sostegno materiale, valutando in questa prima fase le esigenze che emergono nelle

comunità provate dal sisma.

La Presidenza della CEI ha inoltre indetto una colletta nazionale, da tenersi in tutte le Chiese italiane il 18 settembre, in concomitanza con il 26° Congresso eucaristico nazionale, come frutto della carità che da esso deriva e di partecipazione di tutti ai bisogni concreti delle popolazioni colpite.

 

E’ possibile fare un’offerta a Caritas Tarvisina (causale “Terremoto Centro Italia 2016”) tramite:

-   versamento in banca Credito Trevigiano Iban: IT04 H 08917 12000 029003332325

Intestato a Diocesi di Treviso – Uff. Caritas, via Venier n° 50 – 31100 Treviso

-    Versamento in posta c/c n° 17952318

Intestato a Caritas Tarvisina via Venier n° 50 – 31100 Treviso

-    versamento presso gli uffici Caritas, in via Venier n° 50 a Treviso

dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 12

 

Per la deducibilità fiscale:

-     versamento in banca Credito Trevigiano Iban: IT57H0891712000029003332341

Intestato a Carità Diocesana di Treviso – ONLUS – via Venier,50 – 31100 Treviso

-   versamento in posta c/c n° 61962726

Intestato a Carità Diocesana di Treviso – ONLUS – via Venier,50 – 31100 Treviso

GLI AIUTI PARTITI DAL VENETO

Un elicottero che trasporta personale del soccorso alpino e cani addestrati per la ricerca di persone è partito questa mattina dal Veneto, per la provincia di Rieti e verso i Comuni più colpiti dal sisma. L'obiettivo è di poter portare soccorso con la maggiore rapidità possibile a persone rimaste sotto gli edifici crollati stanotte. Una squadra della protezione civile regionale andrà dove verrà indicato possa essere più utile. In una nota del governatore Luca Zaia si legge, infatti, che "è partito per Rieti l’elicottero del Suem 118 di Padova, con un equipaggio completo di anestesista-rianimatore per contribuire al recupero e al trasporto dei feriti. Da Venezia è partita la squadra "Urban Search and Rescue" composta da vigili del fuoco e sanitari (un medico e un infermiere formati per intervenire in situazioni catastrofali) del Suem 118. La Sanità veneta è pronta anche per eventuali necessità di ricovero: sono stati infatti messi a disposizione 10 posti letto di terapia intensiva e il numero eventualmente necessario di letti di degenza. 300 sacche di sangue sono pronte a partire dal Centro Trasfusionale regionale. Dal punto di vista delle azioni di Protezione civile, sono state inviate e sono sul posto, due unità cinofile specializzate nella ricerca delle persone, ed è stata allestita una colonna mobile in grado di realizzare un campo base totalmente indipendente con tende, servizi igienici, cucine, per 250 persone. I tecnici della Protezione Civile del Veneto hanno concluso da poco una videoconferenza con il Dipartimento Nazionale, dal quale si attendono indicazioni su dove e quando inviare la struttura mobile".

IL PAPA PREGA PER LE VITTIME

“Avevo preparato la catechesi di oggi, come per tutti i mercoledì di questo anno della Misericordia, sull’argomento della vicinanza di Gesù. Ma dinanzi alla notizia del terremoto che ha colpito il centro d’Italia, devastando intere zone e lasciando morti e feriti, non posso non esprimere il mio grande dolore e la mia vicinanza a tutte le persone presenti nei luoghi colpiti dalle scosse, a tutte le persone che hanno perso i loro cari e a quelle che ancora si sentono scosse dalla paura e dal terrore”. Esordisce così papa Francesco in piazza san Pietro, rivolgendosi ai fedeli convenuti per la consueta udienza generale del mercoledì. Dopo avere espresso dolore per le vittime del sisma che ha sconvolto Lazio, Marche e Umbria, il Pontefice ha annunciato la decisione di rinviare alla prossima settimana la catechesi e ha invitato i presenti a recitare con lui il Rosario per le vittime. “Sentire il sindaco di Amatrice dire: ‘Il paese non c’è più – ha proseguito Francesco – e sapere che tra i morti ci sono anche i bambini mi commuove davvero tanto. E per questo voglio assicurare a tutte queste persone nei pressi di Accumoli, Amatrice o altrove, nella diocesi di Rieti, di Ascoli Piceno e le altre in tutto il Lazio e l’Umbria e nelle Marche, la preghiera e dire loro di essere sicure della carezza e dell’abbraccio di tutta la Chiesa che in questo momento desidera stringervi con il suo amore materno, anche del nostro abbraccio, qui, in piazza”. Nel ringraziare tutti i volontari e gli operatori della Protezione civile che stanno soccorrendo le popolazioni, “vi chiedo – ha detto ancora il Papa – di unirvi a me nella preghiera, affinché il Signore Gesù, che si è sempre commosso dinanzi al dolore umano, consoli questi cuori addolorati e doni loro la pace per l’intercessione della Beata Vergine Maria”. “Lasciamoci commuovere con Gesù – l’invito del Pontefice -. Dunque, rimandiamo alla prossima settimana la catechesi di questo mercoledì e vi invito a recitare con me per questi nostri fratelli e sorelle una parte del Santo Rosario”.

 

 

 

 

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