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XXVII Domenica del Tempo ordinario. Una vigna senza confini
La cultura dello scarto dice: ti uso finché mi servi; quando non mi interessi più o mi sei di ostacolo, ti butto via. Ma le persone non si possono buttare via! Ciascuno è un dono sacro, ciascuno è un dono unico”.
Così diceva Papa Francesco, e oggi le sue riflessioni ci aiutano a leggere il messaggio di questa domenica. Le letture proposte ci invitano infatti a “sentirci popolo”, appartenenti alla vigna del Signore, co-autori con Dio della diffusione del suo Regno di salvezza, in cui vuole far entrare tutta l’umanità. Nessuno è escluso da questa vigna, non ha confini, non servono titoli per entrarci. Altro che pietre scartate! La logica di Dio è non scartare nessuno. Dio ama servirsi di ciò che è piccolo, ciò che sembra senza valore. E così l’orizzonte si allarga e possiamo sperimentare il gusto di sentirci parte di un progetto che ci supera, che inizia ben prima di noi e si compirà dopo di noi. Dentro a questa prospettiva i nostri piccoli bisogni di possesso perdono importanza e si accende il desiderio di fare una parte, anche minima, in un disegno così ampio.
Nella parabola che il Vangelo propone, ci interpella innanzitutto la scelta di quell’uomo di affidare ad altri la sua vigna. Perché se ne va lontano? Non lo sappiamo, ma possiamo leggerlo come un atto di estrema fiducia, anche se magari dettato dalla necessità. Fiducia totale è quella del Padre nei confronti di tutti noi, uomini e donne di tutta la terra e di tutti i tempi, a cui ha voluto affidare la sua creazione. A ciascuno ha “affittato” un pezzetto di vigna, ed esso è messo nelle nostre mani, ma non appartiene a noi.
Inoltre, di quest’uomo interpella l’insistenza con cui continua a mandare servi, in modo quasi ostinato, nonostante facciano una brutta fine e non ottengano il raccolto, nella speranza sempre rinnovata che il cuore dei contadini si apra. Il Signore è fedele alla fiducia data: non la ritira più, per nessun motivo, anche se dimostriamo di “non meritarla”. È disposto a ricevere il più grande rifiuto, ma non smette di credere che l’uomo è capace di opere buone, di conversione.
Sciocchi, quei contadini! Come hanno potuto pensare che, uccidendo il figlio, avrebbero ottenuto in eredità la vigna? Fanno un errore di fondo: pensano di conquistare l’eredità con la violenza e il crimine, mentre non si sono resi conto di aver ricevuto in dono già molto: la possibilità di partecipare a un progetto ben più grande. Cosa vogliono di più? Appunto, il possesso. Uccidere il figlio per prendere il suo posto equivale a prendere il posto di Dio, mirare a essere i possessori della vigna... Ma il Regno di Dio non si possiede. Restiamo dunque al nostro posto, al giusto posto, e occupiamolo con passione, dedizione e umiltà. E prenda spazio in noi la gratitudine verso Dio, che continua a chiamarci a partecipare al grande progetto del suo Regno.
Gesù non esprime un suo giudizio sui contadini della parabola, lo fa invece esprimere ai suoi interlocutori. Senza rendersene conto, i colpevoli si condannano da soli, con la stessa violenza dimostrata dai contadini della parabola. Gesù risponde invece con un passo della Scrittura (il Salmo 118), offrendo così un’altra chiave interpretativa: di fronte alla brutalità dei potenti che scartano i suoi portavoce, Dio reagisce ridando voce agli scartati, facendoli diventare le pietre della sua nuova casa, la Chiesa, al cui fondamento, come pietra angolare, c’è il Cristo, lo scartato per eccellenza, colui che morì fuori della città.
Per Gesù, quello che farà il padrone della vigna è operare meraviglie con ciò che noi scartiamo; non è tanto concentrato sul punire i cattivi, ma nel recuperare lo scartato, invertire la logica dei cattivi... Questo altro popolo a cui verrà dato il Regno di Dio è composto da tutti coloro che credono in Gesù e lo seguono. Sono questi che faranno fruttificare il Regno di Dio, non perché osservanti perfetti della Legge, ma perché disposti ad accogliere il Vangelo, con cuore aperto alla conversione.
Facciamo nostra questa prospettiva per essere, come Chiesa, promotori del Regno, una casa per tutti.
Sorella Martina Gardin
Discepole del Vangelo - Viviers



