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XXX Domenica del Tempo ordinario. Amare nella totalità, non a metà

Importante è essere coscienti che il rapporto con Dio è legato al rapporto con il prossimo e con se stessi! Quindi possiamo dire che Dio va amato amando gli altri come lui li ama. L’amore per gli altri è ciò che rende vero il nostro amore per Dio, è l’unico segno reale che noi siamo discepoli di Gesù, e dunque amiamo Gesù e amiamo Dio
22/10/2026

Continuano anche in questa domenica le polemiche da parte degli oppositori di Gesù. Vanno al tempio per porgli delle domande, e trovarlo in fallo. Sono gli ultimi giorni di Gesù nella città di Gerusalemme, prima dell’arresto e della passione, ed egli sa che il cerchio intorno a sé si sta stringendo sempre più.

Ed ecco che nel Vangelo entrano di nuovo in scena i farisei, e tra loro un dottore della Legge, un esperto delle sante Scritture, lo interroga per metterlo alla prova: “Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?”. La domanda è pertinente, perché nel giudaismo rabbinico la Legge aveva assunto un posto centrale all’interno della rivelazione scritta. In questo studio della Torah i rabbini avevano individuato, oltre alle dieci parole date da Dio a Mosè, 613 precetti. Rispondendo, Gesù va subito al fondamento della vita cristiana; recita lo Shema‘ Jisra’el, il comandamento che il credente ebreo ripeteva e ripete tre volte al giorno: “Ascolta, Israele: il Signore è il nostro Dio, il Signore è uno solo. Tu amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua vita e con tutta la tua mente” (Dt 6,4-5). E aggiunge: “Questo è il grande e primo comandamento”. Ma subito prosegue, accostando al comandamento dell’amore per Dio quello dell’amore per il prossimo. Gesù è audace e porta una novità. Lo fa con l’autorità di chi sa che non si può amare Dio senza amare il fratello, la sorella. Lo esprimerà anche Giovanni, riprendendo l’insegnamento di Gesù: “Se uno dice: «Io amo Dio» e odia suo fratello, è un bugiardo. Chi infatti non ama il proprio fratello che vede, non può amare Dio che non vede. E questo è il comandamento che abbiamo da lui: chi ama Dio, ami anche suo fratello” (1Gv 4,20-21).

Importante è essere coscienti che il rapporto con Dio è legato al rapporto con il prossimo e con se stessi! Quindi possiamo dire che Dio va amato amando gli altri come lui li ama. L’amore per gli altri è ciò che rende vero il nostro amore per Dio, è l’unico segno reale che noi siamo discepoli di Gesù, e dunque amiamo Gesù e amiamo Dio. Gesù stesso lo ha affermato in modo chiaro: “Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli: se avete amore gli uni per gli altri” (Gv 13,35); l’amore che mette in pratica “il comandamento nuovo”, cioè ultimo e definitivo, lasciatoci da Gesù: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati” (Gv 13,34; 15,12).

Il dottore della Legge aveva chiesto a Gesù solamente quale era il grande comandamento. Gesù ha esplicitato che l’amore per Dio è non solo il grande comandamento, ma anche il primo, cioè da esso ne scaturisce un altro, che non è solo amore per il prossimo, ma un appello innanzitutto ad amare sé stessi. L’amore per Dio ci ricorda innanzitutto che non siamo noi il fondamento della nostra vita: questa vita l’abbiamo ricevuta e siamo chiamati ogni giorno a riconsegnarla. Io non mi do la vita, ma la ricevo come dono. Se non mi amo, se non amo alcuni aspetti di me, se non accolgo anche le mie ferite e i miei limiti, se non accetto la mia storia, difficilmente sarò propenso ad andare serenamente verso un’altra persona. Come dunque sono chiamato ad amare tutto di me, così sono chiamato ad amare l’altro così com’è, con i suoi difetti, le sue fragilità, le sue ombre, perché è Dio per primo che ci ama così e ci invita in questo “circolo d’amore”. Così scriveva anche Charles de Foucauld a Louis Massignon: “...Amare, amare Dio e il prossimo amare il prossimo per arrivare attraverso questo all’amore di Dio, questi due amori non vanno l’uno senza l’altro: crescere nell’uno, è crescere nell’altro. Come acquisire l’amore di Dio? Praticando la carità verso gli uomini”.

Allora sì potremmo dire di amare veramente. Le parole di Gesù sono senza dubbio un appello alla totalità: non esiste l’amore a metà!

sorella Gianna Bordignon

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