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”La città che ricordo”, giovani e anziani alla scoperta di Treviso

Grande partecipazione alla passeggiata promossa dall’associazione studentesca di Ca’ Foscari, Futura, con EnEA, l’ente cittadino di educazione e assistenza

Si è svolta venerdì 9 ottobre la prima passeggiata urbana del progetto “La città che ricordo”, iniziativa promossa dall’associazione studentesca di Ca’ Foscari Futura insieme a EnEA e presentato lo scorso 5 ottobre alla Sala dei Grani di Borgo Mazzini.

All’appuntamento hanno partecipato 14 studenti, 6 dei quali stranieri (cinque olandesi e una studentessa colombiana), molti arrivati a Treviso proprio nel corso di questa settimana. Ad accompagnarli, tre residenti dello Smart Cohousing di Borgo Mazzini, un’operatrice della struttura, e due persone che si sono unite al gruppo dopo aver conosciuto l’iniziativa attraverso i social.

Il percorso. Il gruppo è partito dal cohousing di Borgo Mazzini, dove i residenti hanno raccontato la storia della struttura, il suo funzionamento e le ragioni che li hanno portati a sceglierla. Da qui il cammino è proseguito attraverso il centro cittadino: piazza del Grano, con il racconto di ciò che si vendeva al mercato e di come si contrattavano le vendite; Chiesa di San Francesco, tra la storia artistica dell’edificio e il ricordo del genitore di una delle partecipanti, che faceva parte del coro; Piazza Dolfin, dove sorgeva l’antico teatro cittadino; Piazza San Vito; Piazza dei Signori, con la storia del “Canton delle quattro esse”. La giornata si è conclusa con un momento conviviale, tutti insieme, con la tradizionale mozzarella in carrozza e l’immancabile dolce tiramisù.

Il valore dell’iniziativa. Il progetto nasce dalla volontà condivisa di offrire una narrazione alternativa del rapporto fra generazioni, spesso raccontato attraverso le difficoltà comunicative piuttosto che attraverso i ponti che, nella quotidianità, si costruiscono in modo naturale. La passeggiata ha mostrato che un dialogo intergenerazionale virtuoso è possibile: ciascuna generazione ha molto da raccontare all’altra, e il territorio condiviso, con le aspettative e i progetti di vita di ciascuno, è un filo comune capace di unire.

Nella conferenza stampa di presentazione, il presidente di EnEA Mauro Michielon ha sottolineato come l’aspetto più significativo dell’iniziativa sia l’avere visto, per la prima volta, i giovani rivolgersi spontaneamente a EnEA. Un gesto che dimostra apertura al confronto e curiosità autentica: sono stati gli studenti a cercare il dialogo, desiderosi di scoprire ciò che la città e i suoi anziani hanno da offrire, non il contrario.

Nella stessa occasione, la vicepresidente di Futura, Giulia Alberoni, ha illustrato lo spirito dell’associazione e la volontà di creare legami con il territorio, tra giovani, istituzioni e cittadini.

Particolarmente significativa è stata la presenza degli studenti internazionali: per loro la passeggiata ha rappresentato un primo, autentico incontro con la città, attraverso le storie di chi la vive da sempre. “La città che ricordo” dimostra così che la memoria di un territorio può diventare uno strumento di accoglienza e di appartenenza anche per chi lo conosce da poco, contribuendo a rendere il campus una comunità aperta, in cui chi arriva da lontano si senta fin da subito parte di una famiglia più grande.

Alla luce dell’entusiasmo con il quale i partecipanti hanno accolto l’esperienza, Futura ed EnEA intendono replicare il progetto con nuovi appuntamenti, a partire dalla primavera 2027, proponendo un momento dedicato al periodo natalizio, per consolidare i rapporti umani nati in questa prima occasione.

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