martedì, 16 aprile 2024
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Volontariato: verso una Carta dei diritti delle persone fragili

Mercoledì 25 ottobre, il mondo del volontariato trevigiano si è dato appuntamento al Sant’Artemio per confrontarsi sul tema, nella prospettiva di trovare le basi valoriali che permettano alla rete stessa, che conta una trentina di realtà associative, di definire e stendere il documento

Dopo una prima fase preliminare, entra nel vivo il percorso sulla fragilità e la sua tutela che ha portato alla nascita della “Rete per la difesa dei diritti delle persone fragili”. Ieri, mercoledì 25 ottobre, il mondo del volontariato trevigiano si è dato appuntamento al Sant’Artemio per confrontarsi sul tema, nella prospettiva di trovare le basi valoriali che permettano alla rete stessa, che conta una trentina di realtà associative, di definire e stendere una Carta dei diritti delle persone fragili. La tavola rotonda “Dai principi ai diritti: dalle testimonianze del Volontariato ai valori per una carta dei diritti”, promossa da Volontarinsieme con il patrocinio di Provincia di Treviso, Croce Rossa Italiana - Comitato di Treviso e Obiettivo Famiglia - Federcasalinghe, ha raccolto dunque le testimonianze delle associazioni del territorio impegnate operativamente sul campo della fragilità, con l’obiettivo di recepire indicazioni rispetto ad accessibilità ai servizi, efficacia degli interventi messi a terra e adeguato uso delle risorse.

Come sottolineato in diversi documenti dall’Unione Europea e dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, esistono dei diritti di cui tutte le persone con bisogni importanti – minori, adolescenti, anziani, soggetti con disagi mentali, dipendenze o disabilità – devono poter godere nel proprio progetto educativo, riabilitativo e assistenziale mirato all’autodeterminazione e all’autonomia. L’incontro è il primo passo per la formulazione di un documento, la Carta dei diritti delle persone fragili, che rappresenti la base per lavorare a una programmazione condivisa tra associazioni e amministrazioni locali su queste problematiche così complesse, anche in virtù della prossima riforma degli Ambiti territoriali sociali. In un momento storico di grandi cambiamenti e di mutate necessità in ambito sociale e sanitario, il volontariato interroga il mondo della politica per intervenire a difesa della dignità e dei diritti dei più fragili, riconoscendo la centralità della persona attraverso la costruzione di un progetto e di un profilo esistenziale di vita. Quello della fragilità è una problematica complessa a partire dalla definizione stessa di cosa si intenda per situazioni di vulnerabilità. Per Croce Rossa Italiana, intervenuta alla tavola rotonda attraverso la voce della presidente del Comitato di Treviso Simona Cardarelli, le categorie maggiormente esposte al rischio di esclusione sociale sono i disabili, gli under 25, i tossicodipendenti e gli ex tossicodipendenti, i migranti.

Ma non meno importante risulta il tema della salute mentale, in particolare in fase post pandemica. Così come emerge forte il fenomeno delle dipendenze patologiche riportato da Giampaolo Maria Corazza di Ceis Treviso, cooperativa sociale che gestisce le più grandi strutture di accoglienza, sostegno terapeutico e riabilitazione per persone con problemi di dipendenze e salute mentale. Una tematica, insomma, dalle molteplici sfaccettature, come messo in risalto dall’intervento del dottor Andrea Angelozzi, psichiatra, che ha portato una foto della situazione dei bisogni e dei servizi. La questione della fragilità è anche strettamente collegata alla figura del caregiver, ruolo che viene svolto per lo più da un familiare e, nella maggioranza dei casi, dalle donne. Come sottolineato dall’avvocato Valentina Bettin, presidente regionale di Obiettivo Famiglia - Federcasalinghe, in Italia il ruolo del caregiver familiare non è riconosciuto né tutelato, tanto che la Commissione Onu per i diritti delle persone con disabilità ha sancito la violazione, da parte del nostro Paese, della convenzione sottoscritta, dal momento che “l’Italia non garantisce né compensazione né accesso ai servizi di supporto per i caregiver a tempo pieno, favorendo l’instaurarsi di marginalizzazione sociale e lavorativa, soprattutto ai danni delle donne”.

Se da un alto il Fondo per i caregiver istituito nel 2017 introduce un serie di diritti per i lavoratori retribuiti, dall’altro l’intervento appare discriminatorio verso le casalinghe che, pur essendo le vere attrici del lavoro di cura delle persone fragili, risultano come lavoratrici non retribuite. Per questo Obiettivo Famiglia - Federcasalinghe, l’organizzazione più rappresentativa della categoria, ha presentato al Parlamento una proposta di legge per il riconoscimento della figura del caregiver familiare, che introduca misure specifiche di tutela a favore di un ruolo così delicato ed essenziale. La tavola rotonda, oltre ad aver raccolto testimonianze e indicazioni di chi opera nel territorio nell’ambito della fragilità, ha cercato di definire il ruolo che il volontariato stesso deve ricoprire in questo contesto, nella prospettiva di una collaborazione tra associazioni e istituzioni. Come sottolineato dal dottor Gerardo Favaretto, che già negli scorsi mesi ha promosso e organizzato, insieme a Volontarinsieme, alcune importanti iniziative nell’ambito della “Rete per la difesa dei diritti delle persone fragili”, come il ciclo di incontri “Salute mentale oggi: Treviso e il suo territorio”, le realtà associazionistiche dovranno assumere un ruolo di advocacy, per il monitoraggio e la tutela dei diritti delle persone in difficoltà”.

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