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I rincari del carburante preoccupano le associazioni di categoria

Questi rialzi prosciugano i ricavi. Il rischio è il rallentamento di mercati fondamentali come Giappone, Cina, Australia e mondo arabo, che potrebbe avere effetti anche su eventi internazionali come Vinitaly o il Salone del mobile
14/03/2026

Tra i più preoccupati a Treviso c’è Giacomo Colladon, presidente di Mom (Mobilità di Marca). “Abbiamo autobus a gasolio, a metano ed elettrici: su tutti ricade questa stretta. Se continua così chiuderemo l’anno con una perdita di 1,2 milioni di euro. Il metano ha registrato un aumento del 50 per cento e quasi un terzo dei nostri mezzi si muove con questo carburante. Non ci voleva: siamo nel pieno di un progetto di ammodernamento della flotta. La qualità dei nostri mezzi è alta e stiamo investendo anche nelle infrastrutture. Invece ogni mattina mi tocca guardare le colonnine dei distributori. C’è speculazione? Certo. Capisco la guerra, ma i giochi si fanno qui in Europa, in un mercato lontano da noi, ad Amsterdam”.

Loris Fabbris, da poco presidente di Confartigianato Asolo, pensa ai padroncini di autocarri, autoarticolati e furgoni per il trasporto merci. “Sono la categoria che sta soffrendo di più. A inizio anno il governo ha riallineato le accise tra benzina e gasolio. In passato si era difeso il gasolio perché il nostro trasporto merci era in gran parte su gomma. Oggi nulla è cambiato, ma non ci sono più agevolazioni”.

Fabbris gestisce un concessionario e un distributore di carburante a Castelcucco: “Ogni mattina il prezzo ce lo comunica il fornitore. C’è speculazione e pesa anche il borsino mediterraneo dei carburanti dopo la raffinazione. Appena circolano voci di rialzi, tutti corrono a fare rifornimento, facendo salire ancora i prezzi. L’elettrico non è ancora un’alternativa diffusa. Funziona l’ibrido, che permette un piccolo risparmio. Oggi va molto anche l’ibrido plug-in: si ricarica a casa, magari senza costi con i pannelli solari”.

Confartigianato prova a sostenere gli investimenti con il progetto Pedemontana fund: “Prestiti da 40 o 50 mila euro alle imprese artigiane per installare pannelli solari, con il supporto di Regione e Comuni”.

“L’aumento dei costi energetici produce un effetto a tenaglia sulla sostenibilità delle aziende - afferma il presidente di Ascom Confcommercio Treviso, Federico Capraro -. Da una parte aumentano i costi per vendere gli stessi prodotti, dall’altra si riduce la spesa dei clienti. Il risultato sono margini sempre più ridotti. Gli scenari evolvono in modo imprevedibile e chi fa impresa ha già acquistato le merci e programmato l’attività: all’improvviso si trova a giocare una partita con regole completamente diverse”.

Particolarmente esposte sono le attività con forti consumi energetici. “Gli esercizi energivori sono tra i più colpiti: pensiamo alla bolletta del gas di un panificio, di un albergo o di una lavanderia”.

E, poi, gli agenti di commercio: “Per chi lavora spostandosi continuamente il costo del carburante incide in modo immediato. Muoversi per lavoro oggi prosciuga i ricavi”.

Preoccupano le ricadute sul turismo. “Si stanno già bloccando i flussi da Medio ed Estremo Oriente. Viaggiare costa di più anche per ragioni di sicurezza”.

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