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Cantieri a Treviso: tempistiche ancora incerte

Ai lavori per il rifacimento della stazione ferroviaria dovrebbe aggiungersi la demolizione dell’ex Cuor
12/03/2026

Ormai anche l’Amministrazione comunale trevigiana ci scherza su. Stiamo parlando della stazione ferroviaria e del cantiere condotto da Rfi (Rete ferroviaria italiana) che perdura ormai da quasi quattro anni, che lo stesso sindaco Conte definisce, a ragione, “un calvario”. A pochi passi, sta per avviarsi un altro cantiere molto atteso: Mom ha annunciato, in queste settimane, che nel giro di un mese avverrà la demolizione dell’ex Cuor (al confine di piazzale Duca d’Aosta, tra via Pinelli e vicolo Gozzi), che darà il via libera alla realizzazione dell’autostazione. “Chissà che i lavori non finiscano prima di quelli della stazione ferroviaria”, ha commentato Conte scherzando. Purtroppo, visto com’è andata negli ultimi mesi, i trevigiani si trovano a doversi preparare a tutto. Il 26 febbraio scorso, inoltre, la Dia (Direzione investigativa antimafia) ha fatto dei controlli inaspettati in cantiere, riscontrando “soltanto” delle irregolarità in termini di sicurezza sul lavoro, che hanno richiesto l’intervento dell’Ispettorato. L’opera, per ora, prosegue.

Stazione ferroviaria

Giugno 2026, secondo Rfi, sarebbe la data di chiusura definitiva del cantiere (e fine del calvario), o almeno di una grossa parte. Il progetto era stato presentato a giugno 2022 e si prometteva una durata di circa 20 mesi di lavoro per oltre 9 milioni di euro investiti da Rfi (poi diventati 11, infine 20). Ampiamente superata la scadenza, e con il moltiplicarsi dei disagi per turisti e pendolari, un anno fa si era dato per certo il completamento dell’opera entro il 2025, o comunque in tempo per le Olimpiadi. Cosa che non si è verificata, nell’imbarazzo generale dell’Amministrazione comunale, che ha promesso di chiedere i danni a Rfi, non solo quelli arrecati ai pendolari ma anche all’immagine della città. Su questo punto dal Partito democratico, nella persona di Marco Zabai, fanno notare che “l’unico atto sottoscritto tra Comune e Rfi è il protocollo di intesa, e lì non c’è traccia né di date, né di scadenze vincolanti, né tantomeno di penali. Parlare oggi di un «patto» tradito significa raccontare una storia che non ha alcun fondamento amministrativo”. La replica dell’assessore ai Lavori pubblici, Sandro Zampese, notoriamente restio a rispondere riguardo al cantiere di Rfi, è che nel contratto i tempi erano stati stabiliti e che stanno “raccogliendo materiale per verificare se sia possibile attuare delle difese, anche sull’interruzione del pubblico servizio, com’era successo con l’allagamento del tunnel. I nostri tecnici monitorano continuamente il cantiere e alla consegna verificheremo che tutto sia stato fatto a regola d’arte, soprattutto per ciò che riguarda la parte pubblica”. A oggi, prosegue Zampese, “il lavoro sulla facciata principale prosegue bene, manca tutto il lavoro sulla facciata a sud”, cioè su San Zeno.

Autostazione

Nel frattempo, anche la futura autostazione ha subito una nuova battuta d’arresto. Completate le ultime difficoltose acquisizioni nel corso del 2025, Mom era finalmente pronta all’abbattimento quando dalla Regione è arrivato (già un anno e mezzo fa) uno stop: prima di qualsiasi operazione è necessario censire i pipistrelli. All’ex Cuor, approfittando dell’abbandono, avrebbero potuto nidificare colonie di chirotteri, specie protetta dalla Direttiva 92/43/Cee “Habitat”. Proprio in questi giorni, Mom sta mobilitando esperti per effettuare il censimento, nella speranza di ottenere il via libera. Messi al sicuro i pipistrelli (o almeno questo è ciò che ci possiamo augurare, visto che c’è un buon motivo, se sono specie protetta), le tempistiche offerte da Mom, ad oggi, prevedono circa sei mesi per la demolizione, per la quale stanno predisponendo la gara, poi servirà la gara d’appalto per la progettazione e per l’affidamento lavori: nessun inizio previsto prima del 2027, dunque. Il Piano guida prevede di realizzare 15 stalli di sosta per autobus dei servizi interurbani, in grado di soddisfare le esigenze in termini di smaltimento del flusso di corse nelle ore di punta. Il progetto, presentato nel lontano 2022, vede l’accesso da piazzale Duca d’Aosta evidenziato dai quattro gate per le entrate dei mezzi sotto il cavalcaferrovia; le pensiline di attesa saranno in struttura metallica con una copertura verde; in uscita dall’autostazione, i mezzi del servizio pubblico si inseriranno nella circolazione urbana ricongiungendosi con il Put, attraverso via Pinelli; la ciclabilità sul cavalcavia verrà incrementata attraverso l’allargamento della corsia riservata, al fine di permettere un collegamento con l’altro lato della città; infine, una campata del cavalcavia potrà essere convertita in un parcheggio biciclette esclusivo e protetto. L’investimento di Mom, per quanto riguarda la sola realizzazione è stimato in 3,5 milioni, cui si aggiungerà anche il restyling dell’edificio biglietteria, mentre al pubblico spetteranno i costi dell’adeguamento del cavalcavia.

Una nuova “porta sud”

Mom e Comune lavorano in sinergia per la realizzazione di questo nuovo importante snodo intermodale, per garantire che ci sia scambio tra gomma e rotaia, gomma e bicicletta, gomma e passeggiata. Si prevede, per esempio, un coordinamento con Rfi sulle tempistiche di cambio del mezzo, anche perché, spiega l’assessore De Checchi, si lavora sempre più in ottica regionale, anche per arrivare un giorno al tanto sospirato “biglietto unico”. L’operazione consentirebbe (forse) la valorizzazione di un quadrante che, di fatto, registra la presenza delle mura cittadine, con il bastione verso porta Altinia, un tratto del Sile e le aree verdi in prossimità di piazzale Duca d’Aosta. Mom stima che ogni anno circa 4,9 milioni di passeggeri frequentino la stazione, circa 9.800 persone al giorno, mentre nella nuova autostazione, a fronte della presenza di 240 veicoli destinati al traffico interurbano, potranno transitare quotidianamente una media di circa 6 mila persone.

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