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A Quinto il “presepe pasquale” visitabile fino a Pentecoste

Una rappresentazione originale, quella allestita a Quinto, tra giochi di luce, paesaggi aridi come quelli della Terra Santa e figure che emozionano, che mostra alcuni dei momenti principali del mistero pasquale. Dall’ultima cena a Gesù sul monte degli ulivi con gli apostoli, fino alla crocifissione e al sepolcro. E’ da qui che, aldilà della pietra, una luce quasi abbagliante suggestiona, tocca al cuore e prende per mano l’osservator

Il gruppo dei presepi della parrocchia San Giorgio di Quinto continua a stupire. Sta, infatti, riscontrando grande interesse, e sarà visibile fino al 19 maggio, domenica di Pentecoste, il diorama pasquale allestito ai piedi del presbiterio nella chiesa di San Giorgio. Anche se molto meno conosciuta, la tradizione di comporre presepi pasquali ha radici molto antiche. Si parla fosse ampiamente diffuso in Europa già tra il XVIII e XIX secolo.

Una rappresentazione originale, quella allestita a Quinto, tra giochi di luce, paesaggi aridi come quelli della Terra Santa e figure che emozionano, che mostra alcuni dei momenti principali del mistero pasquale. Dall’ultima cena a Gesù sul monte degli ulivi con gli apostoli, fino alla crocifissione e al sepolcro. E’ da qui che, aldilà della pietra, una luce quasi abbagliante suggestiona, tocca al cuore e prende per mano l’osservatore.

“Come il presepe vuole avvicinare a noi la Natività, così vuole fare questa rappresentazione pasquale per la festa più importante di noi cristiani, la Pasqua - spiega don Stefano Bressan, parroco di Quinto e Santa Cristina -, i volontari che da tempo allestiscono il tradizionale presepe natalizio, con la peculiarità di richiamare ai luoghi del nostro territorio, hanno fatto un altro dono alla comunità: quello di aiutarci a entrare nel messaggio della Resurrezione. Li ringrazio di cuore per il loro servizio svolto con grande gioia e dedizione, che si applica in opere davvero curate e belle, a servizio della fede”.

Gli artisti sono Simone Cestaro, Cristian Favarato, Fabio Perin, Simone Semenzato, Francesco Stiuso e Francesco Vanin. A loro, per il prossimo anno, potrebbe essere richiesto di accogliere un’altra sfida. Quella di allestire un giardino pasquale in alcuni spazi esterni della parrocchia. “E’ nel giardino che avvengono i primi incontri di resurrezione ed è proprio il giardino che amplifica il dono pasquale, un dono di vita che rigenera e spazza via le rocce dure e spigolose per aprirci - in quello che era il giardino terrestre perduto - al paradiso” aggiunge a riguardo don Bressan. E’ così che in tanti, sin d’ora, attendono il prossimo piccolo-grande capolavoro. (Alessandro Bozzi Valenti)

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