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Natalità e fertilità: prevenzione per cambiare rotta
I dati nazionali confermano un decremento costante della natalità dal 2008, i cui effetti stanno già cominciando a farsi sentire non soltanto nel sistema scolastico, ma anche in quello pensionistico e sanitario. Il punto della situazione al Centro della famiglia di Treviso, dove il 13 febbraio, si è svolto il convegno “Natalità e fertilità. Prevenire e promuovere per favorire l’equilibrio demografico e il benessere”.
La fotografia. “Nel 2024, la popolazione provinciale è scesa a 877.000 abitanti, con una diminuzione di 1.823 residenti rispetto all’anno precedente, trainata da un saldo naturale negativo di quasi 3 mila unità. L’indice di vecchiaia, cioè il rapporto percentuale tra il numero degli over 65 e il numero dei giovani fino ai 14 anni, ci dice che, nel 2025, ogni 100 giovani ci sono 199,2 anziani. Nel 2005 erano appena 123 anziani ogni 100 giovani”. Queste parole di Adriano Bordignon, direttore del Consultorio familiare del Centro della famiglia e presidente del Forum nazionale delle associazioni familiari, sono molto chiare: oggi per ogni bambino fino ai 14 anni ci sono due over 65, cosa che ha evidenti conseguenze sul piano pensionistico e sanitario, poiché la forza lavoro che dovrà mantenere pensioni e prestazioni mediche sarà molto ridotta rispetto alle necessità. E prosegue: “Il crollo delle nascite continua anche nell’anno appena trascorso e i dati sui primi dieci mesi del 2025 ci raccontano di un’ulteriore erosione. Secondo i dati provvisori di Istat (gennaio-ottobre), in Veneto siamo passati da 25.064 a 24.038; in provincia di Treviso siamo scesi da 4.639 a 4.599; il Comune di Treviso, invece, ha tenuto passando da 447 a 452 nati. I fenomeni sono coerenti al resto d’Italia, anche in relazione ai flussi di popolazione, in particolare giovanile, che si spostano dalle aree interne e montane alle aree metropolitane, da sud a nord, e dall’Italia (compreso il Nordest) all’estero”.
Educazione e strumenti legislativi. Le cause di questa costante denatalità e alcuni strumenti per arginarla Bordignon li mette sul piatto. Le giovani coppie sono più povere rispetto a due decenni fa, nonostante molto spesso ci siano due lavori a tempo pieno a sostenere le spese; lo stile di vita è frenetico e stressante, il lavoro è onnipresente e lascia poco spazio al tempo della cura, sia della coppia che delle relazioni familiari e della comunità; aumenta l’isolamento, non solo degli anziani, ma anche di individui e famiglie; ci sono sempre meno zii, alcuni nonni lavorano ancora e altri sono lontani. L’intervento sulla natalità, però, è urgente, perché le conseguenze saranno quelle di una sanità pubblica sempre più pressata, e quindi sempre più privata, mentre le generazioni più giovani stanno scontando un sistema che non guarda al futuro, e lo vedremo a breve sulle pensioni. “La fiscalità di oggi punisce le famiglie”, dichiara chiaro e tondo Bordignon, aggiungendo anche che serve un intervento educativo: “Mancano strumenti educativi alla sessualità e all’affettività nelle scuole e nelle famiglie”.
Fertilità e prevenzione. A influire in parte sulla denatalità c’è l’infertilità, che riguarda una coppia su cinque e che per Umberto De Conto, medico di Medicina generale, relatore del convegno, è aumentata negli ultimi decenni per “l’esposizione crescente a inquinanti ambientali, sostanze interferenti endocrine, nuove organizzazioni del lavoro e profondi cambiamenti sociali”. Un altro tassello lo ha aggiunto Giuseppe Grande, endocrinologo e andrologo della Uoc Andrologia e Medicina della riproduzione dell’azienda ospedale Università di Padova, che ha sollevato l’attenzione anche sul tema dell’uso di sostanze stupefacenti come fattore incidente. “La fertilità è il primo indicatore di salute generale dell’individuo”, spiega, e anche per questo è importante educare alla prevenzione: “A 30 anni, solo il 25% dei maschi ha fatto almeno una visita andrologica, mentre le ragazze spesso fanno la loro prima visita ginecologica già in età scolare” osserva, e questa mancanza di educazione alla propria salute si protrae anche nella coppia, visto che il 15% delle coppie che si rivolgono alla procreazione medicalmente assistita non ha fatto nemmeno un iter diagnostico maschile, come uno spermiogramma. “Si è a lungo pensato che l’avvento delle tecniche di procreazione assistita potesse rappresentare una soluzione - spiega Grande -, ma i dati ci dimostrano che non c’è sempre un vantaggio al ricorso immediato alla Pma: il 40% delle coppie concepiva in modo naturale dopo un percorso diagnostico-terapeutico e addirittura il «pregnancy rate» (la percentuale di concepimenti, ndr) tra le coppie che hanno fallito con la Pma è al 36%. La prima causa di infertilità negli uomini sono infezioni e infiammazioni facilmente trattabili”: ecco perché è importante uno sguardo attento alla propria salute e un’educazione alla prevenzione, soprattutto per gli uomini, laddove vivono ancora troppi pregiudizi.
Open day per giovani coppie. Con il ciclo “Fertilità è domani” si conclude il calendario di iniziative dedicate ai 50 anni del Centro della famiglia di Treviso, che vedrà il 21 febbraio un seminario formativo gratuito per gli insegnanti e il 28 febbraio un convegno rivolto a medici, infermieri e operatori del settore sanitario. Un importante appuntamento per la cittadinanza sarà sabato 7 marzo: il Consultorio familiare di via San Nicolò 60 aprirà per un open day della fertilità, con una doppia proposta di prevenzione andrologica e ginecologica gratuita per giovani dai 18 ai 30 anni (9-12 andrologo, 15-18 ginecologo, su appuntamento) e la presentazione del percorso Famiglia fertile dedicato alle coppie che cercano una gravidanza (15-18 su prenotazione). Per ogni informazioni 0422 582367.



