Nel suo messaggio per la Quaresima di quest’anno, papa Leone XIV invita ad ascoltare e a digiunare. Anzitutto...
I Domenica di Quaresima: Un tempo per stare con il Signore
Quaranta sono i giorni trascorsi da Gesù nel deserto, quaranta i giorni del tempo di Quaresima. Un numero simbolico per esprimere un luogo e un tempo di essenzialità, di silenzio e di ritorno al cuore e, per questo, tempo di grazia, già illuminato dalla luce della Pasqua. In questo periodo dell’anno liturgico, come Gesù possiamo lasciarci condurre dallo Spirito Santo, forza creatrice di Dio, e lasciarci rinnovare dalla Parola per esserne testimoni nei nostri contesti di vita.
Tra il prima e il dopo
Il Vangelo della prima domenica di Quaresima si colloca dopo la predicazione di Giovanni Battista e il Battesimo di Gesù nel Giordano. Dopo questi fatti, Gesù “viene condotto dallo Spirito nel deserto per essere tentato”. Il deserto sembra essere un passaggio “necessario” nella vita di Gesù. Un tempo “sospeso” tra il prima, segnato dall’attesa del Messia, e il dopo, caratterizzato da una nuova e più profonda relazione con il Padre, inaugurata dal Battesimo e dalla sua missione pubblica. Il deserto è anche il luogo della verità, da cui non ci si può nascondere. Qui Gesù si trova a vivere ciò che è: Figlio di Dio, nella relazione col Padre, ma anche vero uomo che nel digiuno ha fame e si trova a fare i conti con le tentazioni.
Le nostre condizioni di deserto
Il deserto per noi, probabilmente, non è solo un luogo fisico, ma è una condizione in cui ci troviamo soli con noi stessi in particolari situazioni: un cambiamento di casa, di lavoro, l’attesa di compiere una scelta importante, la partenza o la perdita di una persona cara, un tempo di malattia. In questi tempi cruciali della vita ci appaiono evidenti i nostri limiti e le prospettive future incerte. Si fanno strada le tentazioni ma, come per Gesù, c’è la possibilità di rafforzare il legame con il Padre e aprirci al dono.
Tentazioni e bisogni
Il diavolo, colui che divide, nel deserto viene allo scoperto, non ha la possibilità di nascondersi o mimetizzarsi. Egli si serve della Parola per distorcere la visione di Dio, qualcuno a cui dover dimostrare qualcosa, un Padre non in grado di provvedere abbastanza a suo Figlio.
Le tentazioni sono spesso mascherate da realtà buone che toccano bisogni fondamentali: cercare la sicurezza e la vita solo nelle cose materiali, chiedere prove o segni a Dio, invece di avere fiducia in Lui, cercare il potere invece di servire Dio e gli altri. Il male si fa spazio nel momento del bisogno e della verità di noi stessi, ci illude che possiamo salvarci da soli. Gesù cambia questa logica con la forza disarmante della Parola. Non cerca da sé le parole giuste, ma sta di fronte al tentatore ancorato alla Parola e gli restituisce la grandezza dell’amore di Dio. Nella realtà umana che sta sperimentando, Gesù sconfigge il diavolo sottolineando con forza la sua relazione con il Padre, che lo identifica come Figlio e lo sostiene nella prova. Di fronte alla Parola di Dio il male svanisce e la relazione con il Padre è riconfermata.
Dopo il tempo nel deserto, Gesù andrà in Galilea e inizierà a predicare, guarire, incontrare persone, chiamare a sé uomini e donne perché stiano con lui e condividano la sua condizione. A questo ci invita il Signore in questo tempo propizio di Quaresima: a stare con lui, a vivere come lui ha vissuto, per condividere il suo cammino che ci condurrà alla Pasqua.
Discepole del Vangelo - Treviso



