Mauro Corona è noto al pubblico anche per la sua partecipazione, in qualità di opinionista e tuttologo,...
Raid squadristi contro la Caritas, atto inqualificabile
La rivendicazione è firmata dagli estremisti di Veneto Fronte Skinheads che, sul proprio sito, spiegano di aver voluto colpire chi "continua a condurre un chiaro disegno politico finalizzato all'annientamento dell'identità italiana".
Inqualificabile attacco, la scorsa notte, contro la sede della Caritas tarvisina, così come nella sede di altre Caritas del nord Italia e di alcune sedi del Pd. Davanti alla Casa della carità di via Venier a Treviso sono state lasciate sagome umane tricolori disegnate a terra e manifesti funebri contro lo ius soli che condannano "il favoreggiamento di un'invasione pianificata di orde di immigrati extracomunitari".
La rivendicazione è firmata dagli estremisti di Veneto Fronte Skinheads che, sul proprio sito, spiegano di aver voluto colpire chi "continua a condurre un chiaro disegno politico finalizzato all'annientamento dell'identità italiana".
L’on. Simonetta Rubinato esprime solidarietà al direttore don Davide Schiavon e ai volontari della Caritas tarvisina, la cui sede di via Venier a Treviso è stata oggetto, stanotte, di un attacco da parte degli estremisti di Veneto Fronte Skinhead. “E’ un gesto vile e spregevole – commenta - minacciare chi ogni giorno si fa carico dei bisogni dei più poveri anche tra i trevigiani, sopperendo spesso alle carenze in materia di assistenza non gestita dalle istituzioni. Mi unisco per questo all’unanime condanna contro questa intimidazione che colpisce un luogo simbolo della solidarietà e dell’accoglienza verso chi vive in condizioni di grave precarietà”.
“Mentre sono certa che Prefettura e Forze dell’ordine vigileranno per garantire la doverosa sicurezza agli operatori della Caritas, mi auguro che episodi come questo, e quelli simili accaduti in altre città d’Italia, inducano coloro che continuano ad ignorare la realtà a riflettere: mi riferisco – precisa l’on. Rubinato – agli amministratori locali e ai politici che dovrebbero collaborare con la Prefettura per cercare di trovare soluzioni sostenibili ad un fenomeno migratorio sempre più difficile da gestire per il quale necessita ormai la disponibilità di più ampie strutture viste le difficoltà di gestire sul territorio il criterio dell’accoglienza diffusa. Governare il fenomeno significa prima di tutto fare l’interesse proprio dei nostri cittadini per garantire loro adeguate condizioni di sicurezza”.



