domenica, 23 giugno 2024
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Treviso fra traffico e politiche per la mobilità

La città è sempre più congestionata: il Comune ha ottenuto un finanziamento dal ministero dei Trasporti per realizzare un piano spostamenti casa-lavoro per i dipendenti di cinque enti e aziende, in attesa del Pums, tanto annunciato e non ancora attuato

L a città di Treviso è sempre più paralizzata dal traffico. Il numero di auto in strada sembra continuare a crescere, complici il maltempo, la pandemia e ora l’introduzione del green pass per l’utilizzo dei mezzi pubblici, e così le code diventano interminabili. Al mattino, è norma impiegare oltre quaranta minuti per compiere un paio di chilometri in auto, con conseguente aumento dello stress per chi sta al volante e anche di emissioni di polveri sottili. Il Comune da tempo cerca di correre ai ripari, ma per ora con scarsi risultati. Nei giorni scorsi è stato presentato il Piano per gli spostamenti casa-lavoro per i lavoratori dipendenti, a cui aderiscono cinque enti o aziende: Comune di Treviso, Agenzia delle Entrate, Mobilità di Marca, Arpav e Poste Italiane. Il Piano è un’azione che intende concretizzare le politiche di promozione della mobilità sostenibile e dell’utilizzo di mezzi alternativi alle auto. Fra le iniziative ci sono l’acquisto agevolato degli abbonamenti del trasporto pubblico, la realizzazione di postazioni protette per le biciclette dei dipendenti e un’agevolazione sull’acquisto dell’abbonamento del bike sharing, incentivi per il bike to work e colonnine per la ricarica delle bici elettriche. A sostegno del progetto il Comune ha ottenuto un finanziamento di 161.454 euro dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Il finanziamento, destinato a enti pubblici e società private con più di 100 dipendenti che hanno adottato il Piano, verrà gestito dalla struttura del Mobility manager di Area che svolge attività di raccordo tra i mobility manager aziendali. Una quota del finanziamento (il 25% del totale) sarà destinato al Comune di Treviso per le attività di pianificazione, raccolta e aggregazione dei dati, con specifico riferimento all’origine destinazione degli spostamenti, degli orari di entrata e di uscita e di altri dati relativi ai flussi della mobilità di lavoratori e studenti, nonché per l’implementazione di piattaforme e sistemi informativi che consentano l’interscambio dei dati tra i mobility manager aziendali e scolastici e il Comune di riferimento, per l’esame e valutazione dei dati e dei piani spostamento casa-lavoro e casa-scuola-casa trasmessi dai mobility manager aziendali e scolastici al mobility manager d’area.

Il resto del finanziamento verrà suddiviso tra le diverse aziende in proporzione al numero di dipendenti. Altro strumento per affrontare i problemi di mobilità è il Piano urbano di mobilità sostenibile (Pums), che tuttavia, tante volte citato, non è ancora stato presentato, come ha fatto notare l’esponente di Coalizione civica Luigi Calesso: “C’è un convitato di pietra nel dibattito di questi giorni sui problemi (gravi) della mobilità in città: è il Pums che l’Amministrazione Conte promette di svelare ormai da anni ma che, in realtà, non arriva mai. La questione non è di poco conto perché, di fronte a qualsiasi problema serio venga loro posto in materia di mobilità, traffico, trasporto pubblico, parcheggi, piste ciclabili i nostri amministratori comunali si rifugiano nel «La questione viene affrontata nel Pums che stiamo predisponendo»”.

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