sabato, 25 maggio 2024
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Via del mare, no da Legambiente, “serve nuovo approccio a mobilità”

“Partiamo da una premessa chiara - dichiara Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto - l’attuale stato della Treviso Mare è inadeguato e insicuro, pertanto richiede un adeguamento ai nuovi livelli di traffico e un deciso miglioramento della sicurezza. Ma è altrettanto necessario che tale strada, che già dispone delle aree per l’allargamento su cui la Regione può intervenire, rimanga pubblica e gratuita. Per questo chiediamo di adottare un approccio non convenzionale”

L’Autostrada del Mare tra Meolo e Jesolo, è ritornata al centro del dibattito politico dei territori interessati, che abbracciano l’intero asse stradale della Treviso – Mare. Il confronto, caratterizzato da ricorsi e controricorsi al TAR, mette in luce due fatti cruciali: la mancanza di un progetto condiviso con le Amministrazioni e i Cittadini, e l’inadeguatezza del progetto stesso, vetusto nell’idea progettuale e basato su dati di traffico non aggiornati.In questo contesto di tensioni, Legambiente Veneto, in un comunicato, accoglie con favore l’iniziativa intrapresa dal comune di Silea (Tv), che ha convocato un confronto tra tutti gli amministratori dei comuni coinvolti, intendendo rappresentare le voci dei cittadini, sia delle maggioranze che delle opposizioni. Questo incontro, apparentemente stimolante, costituisce una prima opportunità significativa di dialogo, aprendo le porte a tutte le rappresentanze elette nei comuni.

Legambiente “ritiene fondamentale estendere questo dialogo a tutti, adottando la procedura del “dibattito pubblico” per affrontare la questione dei flussi turistici “pendolari” e ragionare su soluzioni volte a ridurre il numero di veicoli e a preservare l’economia balneare”, minimizzando l’impatto sui territori circostanti e su quelli colpiti dal traffico di attraversamento.

“Partiamo da una premessa chiara - dichiara Luigi Lazzaro, presidente di Legambiente Veneto - l’attuale stato della Treviso Mare è inadeguato e insicuro, pertanto richiede un adeguamento ai nuovi livelli di traffico e un deciso miglioramento della sicurezza. Ma è altrettanto necessario che tale strada, che già dispone delle aree per l’allargamento su cui la Regione può intervenire, rimanga pubblica e gratuita. Per questo chiediamo di adottare un approccio non convenzionale, che metta da parte le soluzioni del secolo scorso e guardi finalmente al futuro in un’ottica di sostenibilità che non si limiti alla sola dimensione turistica”.

Legambiente segnala come per mantenere la costa attrattiva non è più possibile pensare solo a nuove infrastrutture stradali, chiaramente in conflitto con la disponibilità di suolo e di spazio costiero. Occorre piuttosto rendere accessibile e sostenibile per tutti l’accesso alle località balneari attraverso investimenti che favoriscano i servizi di mobilità sostenibile e collettiva. Ad esempio, Cavallino – Treporti offre un’esperienza “open-air” con i camping che attraggono turisti che utilizzano mezzi propri. Jesolo, invece, vede flussi diversificati tra strutture ricettive, residenziali e pendolarismo estivo, su cui è possibile indirizzare proposte alternative di mobilità. Su queste premesse, nel concreto, Legambiente lancia la sua proposta e chiede di concentrarsi su tre diversi aspetti: “Messa in sicurezza e allargamento a 4 corsie della strada, eliminando lo stato attuale di “tre corsie”, si ridurrebbero la velocità e i sorpassi rischiosi, migliorando le intersezioni; promozione del trasporto pubblico, nelle giornate di punta, weekend e festività, dedicare una corsia per senso di marcia al trasporto pubblico, accessibile tramite parcheggi scambiatori strategici come Treviso – Roncade – Meolo – Portegrandi; utilizzo di tecnologie smart, implementare il sistema delle “smart-road” per gestire i flussi locali e migliorare lo scorrimento sulla direttrice Jesolo-Cavallino Treporti. Queste soluzioni potrebbero rendere il trasporto collettivo competitivo in termini di velocità e distribuzione, permettendo l’incremento dei servizi e la creazione di nuovi posti di lavoro, riducendo la necessità di nuove infrastrutture con perdita di suolo naturale e relative emissioni”. Inoltre, secondo Legambiente, questa proposta affronta immediatamente il problema della “rotonda Frova”, che attualmente rischia di diventare un imbuto congestionato in attesa di ulteriori e pericolosi sviluppi infrastrutturali.

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