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Cattedrale, in otto mesi “luce nuova” per gli affreschi del Pordenone

Presentato venerdì 6 febbraio, in cattedrale a Treviso, il progetto di restauro degli affreschi della Cappella Malchiostro, finanziato da “Save Venice”. La pala dell’Annunciazione di Tiziano messa in sicurezza nella pinacoteca di Ancona, per la durata dei lavori, mentre Ancona ha prestato a Pieve di Cadore la Pala Gozzi, per la grande mostra dei 450 anni dalla morte promossa dalla Magnifica Comunità di Cadore e dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore: un circolo virtuoso di collaborazione culturale tra enti, diocesi e città.

Un nuovo importante cantiere di restauro per la cattedrale di Treviso, all’interno della cappella Malchiostro: è stato presentato questa mattina, 6 febbraio, il progetto “Pordenone, luce nuova” che vedrà il restauro degli affreschi, alle pareti della cappella, di Giovanni Antonio de’ Sacchis, detto “il Pordenone”. Un attento intervento conservativo, reso possibile dal generoso sostegno di “Save Venice”, organizzazione non profit americana dedita alla conservazione del patrimonio artistico di Venezia, che già aveva finanziato quattro anni fa il restauro dell’Annunciazione di Tiziano. Da alcuni anni, infatti, ha allargato i suoi interventi anche in altre città del Veneto, tra cui Treviso, Padova, Belluno e Bassano.

Numerose le persone che hanno partecipato alla presentazione. A portare il saluto del Comune di Treviso, il sindaco, Mario Conte, presente insieme all’assessore alla Cultura, Maria Teresa De Gregorio, e a Luigi Caldato, presidente della Commissione Cultura. Conte ha ringraziato don Paolo Barbisan, direttore dell’ufficio diocesano per i Beni culturali e l’Arte sacra, per l’ennesima restituzione alla comunità di un’opera di grande valore: “Senza contaminazione, senza visione, senza capacità di coinvolgimento di un sistema che va oltre la città, probabilmente non saremmo qui e non conosceremmo le storie di tanti capolavori” hasottolineato Conte.

Il vicario generale, mons. Mauro Motterlini, ha salutato i presenti e ringraziato tutti i professionisti e le realtà coinvolte, a nome del vescovo, mons. Michele Tomasi, mettendo in luce la sinergia tra soggetti diversi e il valore della cattedrale per la comunità cristiana.

Si può ben dire che sia stato Tiziano a mettere in moto questa collaborazione straordinaria tra città, diocesi e istituzioni culturali. La pala dell’Annunciazione, infatti, che “domina” la cappella Malchiostro, restaurata quattro anni fa, si trova ad Ancona da un paio di settimane, ospite della Pinacoteca Civica “Podesti”, per preservarla dai lavori del cantiere e per assicurarne la fruibilità. All’ingresso della cappella, prima del cantiere, c’è oggi una sua riproduzione in dimensioni reali. E la città di Ancona ha prestato, a sua volta, la pala Gozzi (“La Vergine con il Bambino in gloria, con i santi Francesco e Biagio e il donatore Alvise Gozzi”) a Pieve di Cadore, per l’allestimento della mostra “Tiziano e il Paesaggio. Dal Cadore alla Laguna: la Pala Gozzi e la Sommersione del Faraone” al Palazzo della Magnifica Comunità del Cadore fino al 29 marzo nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano-Cortina 2026: un circolo virtuoso di collaborazione e di valorizzazione delle opere e dei territori. Un lavoro complesso e delicato di trasporto delle opere, inoltre, che è stato possibile grazie al contributo di DBA Group, azienda con sede a Villorba, le cui origini famigliari sono in Cadore.

Renzo Bortolot, presidente della Magnifica Comunità di Cadore, ha sottolineato come, grazie a questa collaborazione Pieve - Treviso – Ancona, si sia realizzato il sogno di avere in Cadore la pala di Tiziano, “La Vergine con il Bambino in gloria, con i santi Francesco e Biagio e il donatore Alvise Gozzi”, con la firma “Titianus Cadorinus”, prestata da Ancona. Un valore importante, quello di Tiziano, per la realtà della montagna: “Il Centro studi ha trasformato un’opera simbolica in una operazione culturale, e questo è fondamentale. La potenza della cultura può aiutarci a valorizzare il territorio. Vi aspettiamo in Cadore, potrete visitare anche la casa natale e godrete di una visita guidata”, l’appello di Maria Giovanna Coletti, presidente della Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore.

A sottolineare l’importanza di vigilare sulle operazioni di valorizzazione, nonché sul restauro delle opere, la Soprintendente all’Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova, Treviso e Belluno, Marta Mazza. “Gli affreschi del Pordenone hanno sempre avuto una grandissima potenza formale e cromatica, che saprà sorprenderci ancora di più quando, a fine restauro, su questi affreschi si potrà percepire una luce nuova – ha sottolineato Mazza -. Sono opere che hanno già subito dei restauri in epoche trascorse e oggi dobbiamo dimostrare la maturità di saperci rapportare con interventi conservativi precedenti. E questo per noi è un grandissimo impegno professionale e tecnico”.

Il progetto di restauro degli affreschi, affidato a Valentina Piovan, coadiuvata da un gruppo di giovani restauratori, nel cantiere diretto dall’arch. Rossella Riscica, ha adottato fin dalle sue premesse l’uso delle tecnologie più avanzate nel campo della diagnostica e, per quel che riguarda il trattamento delle superfici dipinte, prevedrà l’uso di un particolare fascio al laser che ha dato, fin dai primi saggi, risultati insperati, restituendo la ricca tavolozza e la tecnica magistrale di Pordenone. Il cantiere, che avrà la durata di otto mesi, si preannuncia pertanto una preziosa occasione di indagine su un pittore che nel 1520 a Treviso si palesa per la prima volta in terra veneta, come “pictor modernus”, in seguito alla svolta manierista in un appassionato confronto “fuori casa” con un già famosissimo Tiziano, che, dopo l’Assunta dei Frari (anch’essa restaurata da “Save Venice”), si pone come protagonista quasi assoluto della pittura lagunare.

Sarà ancora la luce a dare origine ad un “restauro virtuale” della Cappella. È allo studio proprio in questi giorni la fattibilità di un complesso sistema di proiezioni che potrà restituirci l’immagine dei perduti affreschi della cupola distrutta durante i bombardamenti di Treviso durante la Seconda guerra mondiale, ricostruendo in maniera filologica il dialogo, per decenni interrotto, tra la figura del Padre benedicente di Pordenone che si volge verso la scena dell’annunciazione di Tiziano.

Il costo dei lavori, di circa 300.000 euro, è sostenuto interamente da “Save Venice”, grazie al generoso contributo del mecenate americano Arnold M. Bernstein, in onore di William Hanna e Joseph Barbera, i produttori di alcuni dei più famosi cartoni animati degli anni ’50, ’60 e ’70 del secolo scorso, come ha raccontato Melissa Conn, direttrice dell’Ufficio “Save Venice” per la sede di Venezia, illustrando tutti i progetti finora realizzati. “Questo restauro è veramente importante per noi e siamo felici di continuare a lavorare con la diocesi e i nostri operatori sono felici di lavorare anche fuori da Venezia” ha sottolineato Conn.

“Mi preme sottolineare che, al di là dell’indiscutibile valore della conservazione di questo importante sito - ha sottolineato don Paolo Barbisan -, la progettazione culturale sottesa a tutte le attività ha permesso alle molteplici competenze di esprimersi coralmente intorno alla cura e alla valorizzazione di questo luogo così particolare, mettendo in evidenza l’unicità del patrimonio storico-artistico in Italia, che costella in maniera così diffusa le nostre terre, e quanto sia capace di generare incontri di valore, di far scaturire relazioni feconde che contribuiscono a costruire comunità consapevoli, aperte e inclusive” ha detto don Barbisan, che ha citato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, secondo cui “investire in cultura vuol dire investire nella comunità, nello sviluppo della coscienza civile. E cultura è il rifiuto di ogni forza ostile che cerchi di comprimere l’umanesimo”.

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