È dei giorni scorsi la nota con cui la diocesi di Milano comunicava che il trentaduenne don Alberto Ravagnani...
Accordi commerciali: intese dell’Ue con Mercosur India
L’Unione europea ha siglato due intese che, insieme, coinvolgono oltre due miliardi di persone e circa un quarto del Pil mondiale: da un lato il patto con il Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) atteso da 25 anni, dall'altro la firma con l'India che rappresenta l'apertura commerciale più ambiziosa che il Paese asiatico abbia mai concesso a un partner commerciale.
1. Mercosur: l'accordo prevede l’abbattimento dei dazi sul 91% delle merci europee (automobili, macchinari, prodotti chimici) e sul 92% di quelle del Mercosur. Il valore per l'Italia si traduce anche in una tutela per 57 indicazioni geografiche italiane (dal grana padano all'aceto balsamico di Modena) contro le imitazioni locali. Il Parlamento Europeo, però, viste le proteste degli agricoltori, ha frenato l'iter, inviando il testo alla Corte di Giustizia Ue per verifiche sulla sostenibilità ambientale e la “reciprocità” agricola. Gli agricoltori europei temono, infatti, la concorrenza sleale di prodotti che non rispettano gli standard del Green deal.
2. India: l'Ue e l'India commerciano già beni e servizi per un valore di oltre 180 miliardi di euro all'anno, ma si prevede che l'accordo raddoppierˆ le esportazioni di beni dell'Ue verso l'India entro il 2032 eliminando o riducendo le tariffe in valore del 96,6% delle esportazioni di beni dell'UE verso l'India. Complessivamente, le riduzioni tariffarie consentiranno di risparmiare circa 4 miliardi di euro all'anno in dazi sui prodotti europei. In sintesi, l'accordo porterà: riduzione delle tariffe agroalimentari, accesso privilegiato ai mercati dei servizi e proprietà intellettuale protetta e rafforzamento degli impegni in materia di sostenibilità. La Commissione deve presentare la sua proposta al Consiglio per la firma e la conclusione dell'accordo. Dopo la firma, l'accordo richiede l'approvazione del Parlamento europeo e la decisione del Consiglio sulla sua conclusione affinché entri in vigore. Una volta che anche l'India avrà ratificato l'accordo, esso potrà entrare in vigore.
Ma vediamo come hanno reagito alcune associazioni di categoria ai suddetti accordi commerciali. Secondo Confartigianato Imprese Veneto, “Molte imprese artigiane non esportano direttamente, ma sono parte integrante delle filiere produttive della metalmeccanica e della meccanica strumentale. Il Mercosur rappresenta i veri Paesi emergenti che hanno bisogno di allargare il loro mercato, lì ci sono aziende che stanno aspettando i nostri prodotti, la situazione va sbloccata”.
Anche la Cna Mandamento di Treviso guarda con favore agli accordi commerciali tra Unione europea, India e Paesi del Mercosur: “Una scelta che, per il tessuto produttivo trevigiano, non rappresenta un rischio, ma un’opportunità concreta di crescita, soprattutto per le imprese manifatturiere e orientate all’export.
La Direzione mandamentale della Cna trevigiana ha analizzato l’evoluzione dei mercati internazionali e l’impatto dell’intesa Ue-India, rilevando benefici già evidenti per l’economia locale. L’accordo riduce in modo significativo i dazi, semplifica le regole commerciali e amplia l’accesso a nuovi mercati, sostenendo la competitività delle imprese e rafforzando l’occupazione nei settori più esposti all’export. I dati confermano una dinamica positiva già in atto. Nei primi nove mesi del 2025 le esportazioni trevigiane verso l’India hanno superato i 102 milioni di euro, con una crescita del 29 per cento rispetto allo stesso periodo del 2024. Nello stesso arco di tempo, le importazioni dall’India risultano in lieve calo. Secondo le valutazioni degli imprenditori Cna, con l’entrata in vigore dell’accordo le esportazioni verso il mercato indiano potrebbero raddoppiare nel giro di pochi anni”.
La contrarietà all’accordo Mercosur arriva dal mondo agricolo: “In questi giorni Coldiretti - scrive in una nota - è impegnata in una grande mobilitazione su tutto il territorio nazionale, con incontri e iniziative che stanno coinvolgendo decine di migliaia di agricoltori in tutte le regioni italiane. L’obiettivo è denunciare i rischi nascosti nel piatto dei cittadini, legati all’arrivo di prodotti agroalimentari provenienti da Paesi che non rispettano le stesse regole in vigore nell’Unione europea”.
La mobilitazione delle settimane scorse a Bruxelles ha costretto l’Unione europea a uno stop sul Mercosur: “La mobilitazione di Strasburgo è per davvero un segnale forte che arriva anche dal Veneto - dichiara il presidente di Coldiretti Veneto, Carlo Salvan -, perché i nostri agricoltori non possono più accettare una concorrenza sleale che mette a rischio reddito, occupazione e qualità delle produzioni. Chiediamo all’Europa regole uguali per tutti: chi vuole vendere nel nostro mercato deve rispettare gli stessi standard ambientali, sanitari e sociali imposti alle imprese europee”.
Secondo i dati di Confindustria Veneto Est, “Pur mantenendo un solido ancoraggio al mercato Ue a 27 (circa il 60% del totale) e agli Stati Uniti, negli ultimi cinque anni (2019-2024) le esportazioni del Veneto sono cresciute a doppia cifra verso mercati ad alto potenziale, come Turchia, Emirati Arabi Uniti, Messico, Australia, Arabia Saudita. In particolare, l’export manifatturiero nei Paesi del Mercosur è cresciuto in valore del +20,6% dal 2019, raggiungendo i 743 milioni di euro nel 2024. Se consideriamo tutta l’area latino-americana, l’export del Veneto ha toccato gli 1,3 miliardi (+13,7%)”.



