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È nata a Treviso la fondazione “Capitale & Lavoro”

Obiettivo è una maggiore partecipazione delle persone alla vita dell’impresa, rivoluzionando di fatto lo storico rapporto tra capitale e lavoro
17/05/2024

A una nazione con il 30% di imprese capitanate da over 70, e, quindi, con un cambio generazionale ancora molto difficoltoso, nonostante il mondo sia in continua evoluzione, sembra provare a dare una risposta la neo nata fondazione Capitale & Lavoro, presentata ufficialmente nei giorni scorsi a Treviso, nella sede di palazzo della Luce. L’idea è quella di studiare e proporre nuovi modelli di business che siano più adatti alle tante e rapide trasformazioni contemporanee, economiche, geopolitiche, tecnologiche, culturali, mettendo da parte schemi che vestono stretti soprattutto ai giovani, perché pensati e ideati per un mondo che oggi non c’è più. La chiave per realizzarli è la maggiore partecipazione delle persone alla vita dell’impresa, rivoluzionando di fatto lo storico rapporto tra capitale e lavoro, caratterizzato ancora oggi da dinamiche di netta separazione, quando non di contrapposizione e conflitto.

A raccontarlo è il suo presidente, Giuseppe Milan, manager di lunga esperienza in ambito confindustriale, insieme ad altri cinque soci fondatori: Marco Bentivogli, coordinatore Base Italia ets, Guido Bevilacqua contitolare Snbs - Studio Notarile Bevilacqua Simoncini Marchiol & Lapis, Tiziano Cenedese presidente Fondazione Cmb, Maria Cristina Piovesana, presidente e amministratrice delegata Alf Group, Flavio Piva, presidente Federazione veneta delle Banche di credito cooperativo, e Maurizio Zordan, presidente di Zordan.

A completare la composizione della governance, il comitato scientifico composto da dodici personalità di rilievo tra manager e docenti universitari. Questo rende la neo nata fondazione Capitale & Lavoro una realtà ricca di saperi e di competenze, che permetteranno, nello specifico, la promozione e partecipazione a eventi, convegni, seminari, iniziative pubbliche; l’elaborazione e il finanziamento di studi, analisi e ricerche sul tema della partecipazione del lavoro al capitale d'impresa; la raccolta di fondi e contributi a sostegno delle proprie attività e l’avvio di commissioni di studio, gruppi di lavoro, osservatori, per diffondere il pensiero e la pratica dei nuovi modelli organizzativi. Tre, infatti, le principali direzioni di lavoro: sensibilizzazione e semina culturale dei vantaggi di politiche aziendali che puntano sul capitale umano; vigilanza e presidio del quadro normativo allo scopo di semplificarlo; lavoro concreto sul territorio, anche uno a uno, per avvicinare gli interlocutori all’adozione di nuovi modelli.

“Il senso è quello di lavorare sempre di più nel coinvolgimento dei lavoratori e delle lavoratrici e nel diffondere la cultura della partecipazione. Il quadro normativo attuale non è molto favorevole e stiamo parlando di processi cui bisogna dedicare del tempo, ma siamo disposti a fallire piuttosto di non provarci nemmeno”, spiegano i soci fondatori. Si tratta, infatti, di un tema particolarmente caldo, tanto è vero che in Parlamento sono state depositate ben cinque proposte di legge sull’argomento, una delle quali su base popolare, grazie al lavoro della Cisl. Ci si augura che questa nuova realtà possa dare un impulso reale all’adeguamento dello status quo alle sfide proposte dalla contemporaneità.

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