Mauro Corona è noto al pubblico anche per la sua partecipazione, in qualità di opinionista e tuttologo,...
Campocroce: il ritorno di due statue restaurate
Sabato sera, 7 febbraio, durante la messa delle ore 18, torneranno alla comunità di Campocroce due statue molto belle, che per decenni abbellirono il capitello dedicato alla Madonna del Carmine, venerata dagli abitanti della zona almeno dal XVIII secolo.
Nel 1987, dopo un iter travagliato, è avvenuto il restauro del capitello che le ospitava. Il sacello, da tempo indefinito, si trova in via Zero Branco. Se ne trovano tracce già nell’Archivio di Stato di Venezia, nel Catasto 1781 dei Savi ed esecutori alle acque. La notevole armonia delle linee e la coerenza stilistica fanno pensare che non si tratti di un’opera di semplice arte popolare, ma del lavoro di artisti esperti. Il capitello custodisce, ancora oggi, un pregiato affresco raffigurante la Madonna del Carmine con Bambino e San Simone Stock, fondatore dell’Ordine dei Carmelitani.
Questo patrimonio è giunto a noi grazie ai lavori di restauro, che, tra le macerie della struttura semidistrutta, permisero di recuperare anche due statue in marmo, allora in condizioni molto precarie. I manufatti, alti quasi 90 centimetri e realizzati con ogni probabilità dallo stesso scultore, presentano uno stile di ascendenza veneziana, databili agli ultimi decenni del ’700.
Le due statue, fino a prima del restauro, erano collocate all’interno del sacello, all’inizio su due basamenti ai lati dell’altarino e, poi, poggiate a terra, perché le vibrazioni causate dal traffico stradale potevano ulteriormente danneggiarle. Fino a prima del restauro, il capitello si trovava a bordo strada, rappresentando addirittura un pericolo per i passanti.
La prima figura, vestita con un saio dal quale pende un vistoso rosario, potrebbe rappresentare sant’Antonio da Padova; la seconda statua raffigura un santo avvolto in un ampio mantello, sotto il quale trattiene un libro e il rosario, san Domenico, o, forse, san Giovanni della Croce (nella foto).
Le due opere furono restaurate nella prima metà del 1997 grazie al contributo dell’Associazione culturale ricreativa “Madonna del Carmine”. Successivamente, vennero affidate a un residente del luogo, che da allora ne ha curato con dedizione la custodia. Ora saranno sistemate provvisoriamente all’interno della Pieve di Campocroce. Sabato, la presentazione delle opere, con svelamento e benedizione anche dei santini commemorativi creati per l’occasione. Informazioni storiche e artistiche a cura del gruppo di ricerca storica Astori e di Mariasole Crespi.



