venerdì, 13 marzo 2026
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Inquinamento a San Zenone, sindaco indignato: moria di pesci nel torrente Roggia

“Grandi o piccoli gli inquinamenti sono comunque un fatto grave, vogliamo certezze sul rispetto del territorio e su quello che arriva sulle nostre tavole”, afferma il sindaco Luigi Mazzaro.

“Grandi o piccoli gli inquinamenti sono comunque un fatto grave, abbiamo per questo interessato i Carabinieri, l’Arpav e tutte le autorità preposte. Quello che è successo sul torrente Roggia la settimana scorsa è inaccettabile e pericoloso”. L’allarme è rientrato, ma per Luigi Mazzaro, sindaco di San Zenone degli Ezzelini, la moria di pesci nel torrente Roggia non è archiviata e va analizzata nei suoi diversi aspetti. “Abbiamo approvato da tempo un regolamento per i trattamenti in agricoltura, abbiamo il massimo rispetto per il lavoro delle aziende agricole, parte fondamentale della nostra storia, ma vogliamo certezze sul rispetto del territorio e su quello che arriva sulle nostre tavole”. Le carcasse dei pesci morti che galleggiavano da giovedì 7 luglio sul torrente e che si sono accumulate in località Ca’ Rainati, non sono state certo un bello spettacolo, tanto più che le prime indagini hanno individuato lo sversamento di liquami in un punto a nord est del comune. Dunque inquinamento provocato, nessun incidente, ma solo la volontà di liberarsi di liquami, senza pensare alle conseguenze per la comunità.
Tutta la fascia Pedemontana è solcata da torrenti che in genere hanno un portata ridotta, ma che in caso di pioggia diventano paurosi fiumi incontrollabili. Su questi torrenti, zone umide, si sviluppa una fauna e flora unica e straordinaria. “Ho avuto modo - ricorda Mazzaro - di vedere colonie di anatre lungo il torrente e una flora coloratissima lungo il sentiero degli Ezzelini ai bordi della Roggia”. Un torrente non del tutto in sicurezza ancora per la presenza di un impianto di depurazione e che, soprattutto nel periodo estivo, viene quasi prosciugato da prelievi di acqua per irrigare i campi, prelievi che mandano in secca segmenti del torrente, provocando la morte di ogni animale che richiede presenza costante di umidità.
A ripulire il torrente è intervenuta sabato mattina la Protezione civile, che in maniera encomiabile, ha lavorato in mezzo al puzzo di tante carcasse a due giorni dall’evento. Sono tuttora in corso la indagini dei Carabinieri, intervenuti con unità speciali e un ispettore. “Questo episodio è ormai risolto nella sua fase acuta - spiega il sindaco -, per il futuro occorre che ci sia la collaborazione di tutti i cittadini, non solo per evitare questi sversamenti, ma anche per sorvegliare le aree. Ogni segnalazione è importante e, se tutti collaboriamo, riusciremo a mantenere l’unicità del nostro territorio”. A San Zenone è presente un’oasi naturalistica in località Liedolo, ma tutto il Comune è attraversato da sentieri nella natura fino alla frazione più a sud di Ca’ Rainati. Non si ricorda un episodio simile. Gli errori ambientali purtroppo non si riparano in un attimo, richiedono un ciclo vitale intero e ci vorrà del tempo per rivedere di nuovo pesci nelle acque della Roggia.

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