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Basso Piave, si sogna il terzo ponte, ma attenti al primo
Chiunque passi per San Donà, conosce il ponte della Vittoria, da 100 anni un collegamento strategico per tutto il Veneto Orientale. Da molto tempo, si parla di realizzare un terzo ponte, nel quale convogliare il traffico automobilistico in ingresso o in uscita da San Donà: il ponte dei Granatieri, aperto nel 2008, è riuscito solo in parte ad alleggerirlo. Ciò si nota nei giorni in cui la A4 è bloccata: il ponte dei Granatieri, da solo, non riesce ad assorbire tutto il traffico deviato.
Di recente, i Comuni di San Donà, Noventa, Musile e Fossalta si sono ritrovati a Venezia, nella sede della Città metropolitana, per chiedere l’avvio di un nuovo progetto. Ce lo conferma l’ing. Ettore De la Grennelais, responsabile Anas per il Nordest, presente all’incontro: “Sono state esaminate alcune ipotesi di tracciato di massima dell’intervento, con una prima condivisione da parte dei Comuni interessati su una delle soluzioni prospettate (forse quella in prossimità del ponte ferroviario, ndr). È stato individuato un possibile percorso tecnico-amministrativo per il progetto dell’opera, attraverso il coordinamento tra gli Enti coinvolti, ciascuno secondo le proprie competenze. Anas, in qualità di soggetto gestore della rete statale, fornirà il proprio contributo tecnico nell’ambito del tavolo istituzionale, a supporto delle valutazioni sulla fattibilità dell’infrastruttura”.
Il progetto, affidato allo studio Planum di Conegliano, è ancora agli albori e il suo iter appare lunghissimo: si stima una spesa di circa 25 milioni di euro.
Quindi, il ponte della Vittoria resterà una comunicazione indispensabile, ancora per molto. Tuttavia, con l’apertura del cavalcavia di Calvecchia, a fine 2027, la gestione del ponte passerà ai Comuni di Musile e San Donà. È lo stesso De la Grennelais a confermarcelo: “Il Codice della strada prevede che quando viene costruita una variante a un tratto di strada statale, gestito quindi da Anas, il tracciato bypassato deve essere declassato: quando sarà completata la variante di Musile e San Donà, quindi, ciò dovrà avvenire in forza della legge, e l’attuale SS 14 diverrà comunale, ponte compreso. La gestione delle strade esistenti, con caratteristiche ormai urbane, verrà condivisa con gli Enti competenti”.
La sicurezza del ponte resta al centro dell’attenzione. Nei giorni scorsi, alcuni giunti sospetti, notati dagli automobilisti, hanno destato preoccupazione: “Il ponte soffre di periodici «acciacchi», che non ne minano la sicurezza complessiva, ma suscitano sempre attenzione”, rassicura De la Grennelais: “Per questo, tra il 26 febbraio e il 1° marzo, abbiamo eseguito puntuali verifiche sui giunti e le porzioni di pavimentazione adiacenti. L’ispezione ha confermato che non vi sono criticità: si è trattato solo di un giunto ammalorato e, quindi, sostituito”. Intervento di manutenzione, questo, che in futuro sarà a carico dei due Comuni.
Proprio per questioni di sicurezza, nei mesi scorsi il ponte è stato interdetto al passaggio dei mezzi pesanti: “Le verifiche approfondite condotte dopo l’entrata in vigore delle più recenti normative hanno imposto l’adozione di un limite di portata, consentendo - ordinariamente - il transito di mezzi di massa non superiore a 44 tonnellate, non perché ci siano deficienze strutturali sopravvenute, ma perché le nuove norme impongono queste cautele”, annota De la Grennelais.
La struttura è vitale anche per la mobilità dolce: le sue passerelle ciclopedonali, incluse nel percorso della ciclovia Venezia-Trieste, necessitano di interventi per rimuovere le barriere architettoniche. “Il ponte è soggetto a vincolo monumentale, e pertanto non sono stati sinora possibili interventi di modifica della struttura. Anas ha, comunque, inserito nel proprio piano un intervento di riqualificazione dell’opera, attualmente non finanziato e che dovrà, al momento opportuno, trovare condivisione con gli Enti preposti alla tutela. Non è detto che si possa trovare una soluzione diversa dall’attuale” ci spiega il tecnico.
Non è il solo ponte a destare attenzione. Nelle scorse settimane ha creato preoccupazione anche un ponticello in località Calvecchia: “Il ponticello sulla Fossa veneziana è un piccolo manufatto che ha subito il dissesto di un «muro d’ala», una parte d’opera che serve a sostenere il rilevato stradale. Oggi è in corso il ripristino del muro, il rinforzo dei muri d’ala del ponte e il consolidamento della sede viaria. I lavori durano 60 giorni, di cui 30 con senso unico alternato per garantire la sicurezza della circolazione”, conclude l’ingegnere De la Grennelais.



