domenica, 07 giugno 2026
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Ancora Pfas nel Sile, ma migliora la depurazione

Ieri a Fiera la restituzione della campagna Operazione fiumi di Legambiente Veneto: migliora la situazione sul fronte della presenza dei batteri fecali, ma Arpav conferma la presenza di pesticidi nel fiume, nonché di Pfas, provenienti anche dagli scarichi aeroportuali

Sile e Botteniga i protagonisti trevigiani della campagna di Legambiente Veneto “Operazione fiumi - Esplorare per custodire”. La salute del Sile, in termini di depurazione, è in miglioramento grazie ai lavori che in questi anni (finalmente) il Comune di Treviso sta portando avanti con Ats: i dati sugli escherichia coli (batteri fecali) sono in tutti i punti analizzati al di sotto della soglia di 1000 mpn/100mL, quella che per Legambiente è l’obiettivo a cui tendere per ogni corso d’acqua, in quanto requisito individuato dalla normativa cardine (D.Lgs. n. 116/2008, che recepisce la Direttiva europea 2006/7/CE) in materia sanitaria per indicare la qualità delle acque di balneazione, oltre che parametro definito dalla Regione del Veneto per indicare una qualità microbiologica delle acque superficiali coerente con la destinazione all’uso irriguo senza restrizioni. Fa eccezione il punto campionato sul Botteniga, all’altezza di varco Filippin, che registra 1624 mpn/100mL.

I campioni sono stati raccolti nel mese di maggio da volontarie e volontari di Legambiente e analizzati nelle ore successive dai laboratori di Arpav, partner fondamentale da sei anni di Legambiente Veneto per la campagna Operazione fiumi.

Pesticidi e Pfas

I dati “legambientini” su pesticidi utilizzati in agricoltura quali glifosate, Ampa e Fosetil-alluminio, nonché sui Pfas, arriveranno verso fine anno (poiché si tratta di analisi molto complesse). Intanto però il lavoro di monitoraggio costante di Arpav rende possibili molte riflessioni sullo stato di salute dei nostri fiumi, Sile compreso, che per l’Agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale vede superamenti della media annua di Pfos lineare sulla stazione di rilevamento in città, la cui contaminazione è presumibilmente derivante da insufficiente depurazione e dal vicino aeroporto, tenuto conto che tale sostanza veniva utilizzata come schiuma antincendio. Oltre al Pfos, sono stati rilevati 3 superamenti dei valori medi annui: due per Ampa (prodotto di degradazione del Glifosate) su Scolo Serva e Scolo Bigonzo e uno di Glifosate sul Fiume Melma.

Il commento

Così dichiara Fabio Tullio, presidente di Legambiente Treviso: “Da diversi anni ormai il nostro circolo lavora sul Sile con un approccio sistemico: insieme a enti, mondo accademico e altre associazioni del territorio, promuoviamo strumenti di tutela per tutti i fiumi di risorgiva della cintura urbana e periurbana della città. Manteniamo inoltre alta l’attenzione anche verso gli impatti su acqua e aria dell’infrastruttura aeroportuale, che coesiste con il Parco Naturale Regionale del Fiume Sile e desta forte preoccupazione soprattutto per i potenziali rischi sanitari. Al contempo, lavoriamo per costruire una visione a lungo termine e trasformare in realtà gli obiettivi delle direttive comunitarie; come circolo, infatti, abbiamo recentemente presentato all’ISPRA alcune misure per il Piano di Ripristino della Natura e presto discuteremo nuovi e ambiziosi progetti per migliorare la qualità dei nostri ecosistemi acquatici”.

La restituzione

Questi primi dati sono stati restituiti sabato 6 giugno in una conferenza stampa che ha visto la partecipazione di una decina di studentesse e studenti delle classi prime del Liceo scientifico Da Vinci, che i mesi scorsi hanno svolto in classe e in fiume attività di monitoraggio del Sile. Nelle loro parole, speranza e monito per noi adulti: i giovani hanno ricordato come sia importante la salute del fiume, che fino a quel momento erano stati abituati a vedere come “decorazione” e non come corpo vivo da cui dipende la salute dell’ecosistema. Interessante e inattesa l’apertura generazionale: “voglio proteggere il fiume perché i nostri figli possano godere come noi non solo della sua bellezza, ma anche delle sue importanti funzioni ecosistemiche” ha detto uno studente di 15 anni.

Operazione fiumi

Con questa campagna, l’obiettivo principale di Legambiente è quello di accendere i riflettori sullo stato della depurazione dei fiumi del Veneto, attraverso rilevazioni della presenza del batterio Escherichia coli, la cui presenza in elevate concentrazioni è sintomo di contaminazione fecale dovuta ad insufficiente depurazione degli scarichi civili. Anche i pesticidi sono analizzati, proprio per il loro ampio utilizzo in agricoltura; da due anni, inoltre, su alcuni punti si sta indagando anche la presenza di Pfas, i cosiddetti “forever chemicals”, composti chimici utilizzati in campo industriale per la loro capacità di rendere i prodotti impermeabili all’acqua e ai grassi e impiegati su vasta scala ad esempio in tessuti, tappeti, pelli, schiume antincendio, contenitori per alimenti e detersivi. Nel 2026 Operazione fiumi ha visto i volontari e le volontarie di Legambiente impegnati in 55 punti su 13 corsi d’acqua della regione, uno in più quest’anno rispetto all’anno precedente: Po, Canalbianco, Brenta, Bacchiglione, Retrone, Fratta Gorzone, Sile, Livenza, Adige e Piave; il Botteniga nel trevigiano, il Monticano tra Treviso e Venezia, e il Tesina nel vicentino sono le “new entry” di quest’anno.

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