venerdì, 24 luglio 2026
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Anche a Treviso un sit in contro il ddl caccia

L’appuntamento, indetto da Legambiente Treviso e Legambiente Piavenire, Wwf Terre del Piave Treviso-Belluno, Lipu Treviso, Lav Treviso, Oipa Treviso, Fiab Treviso e Italia Nostra Treviso, è per venerdì 24 luglio alle 19.30 in piazza Indipendenza

Venerdì 24 luglio, alle ore 19.30, Piazza Indipendenza a Treviso si riempirà di cittadini, famiglie e associazioni per dire no al Ddl 1552, il provvedimento che sta riscrivendo le regole della caccia in Italia e che l’opinione pubblica ha ormai ribattezzato “ddl sparatutto”. A promuovere il sit-in aperto a tutta la cittadinanza sono sette realtà ambientaliste e animaliste della città: Legambiente Treviso e Legambiente Piavenire, WWF Terre del Piave Treviso-Belluno, LIPU Treviso, LAV Treviso, OIPA Treviso, FIAB Treviso e Italia Nostra Treviso, unite sotto lo slogan “Unite per difendere la natura”.

Il Ddl, a prima firma del senatore Lucio Malan (Fratelli d’Italia), è già stato approvato dal Senato lo scorso 23 giugno con 80 voti favorevoli, 56 contrari e due astenuti, e ora attende il passaggio alla Camera. Il testo riscrive dopo oltre trent’anni la legge 157 del 1992, la norma che regola la protezione della fauna selvatica e l’attività venatoria nel nostro Paese, e lo fa allargando in modo sostanziale i margini concessi ai cacciatori: aumentano le specie che si possono cacciare e i luoghi in cui è consentito farlo, comprese spiagge, foreste pubbliche e aree oggi protette; si allungano i calendari venatori, arrivando a toccare periodi delicati come quello della migrazione e della nidificazione degli uccelli; resta l’uso dei richiami vivi, pratica già più volte contestata dall’Unione Europea. A questo si aggiunge un ridimensionamento del ruolo dell’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, il cui parere passerebbe da vincolante a semplicemente consultivo su alcune materie chiave.

Non è un caso isolato: sul Ddl 1552 si sono espresse con preoccupazione numerose associazioni ambientaliste, animaliste e scientifiche a livello nazionale, tra cui WWF, LIPU, Greenpeace e l’Associazione Teriologica Italiana, così come la Commissione Europea, che ha sollevato dubbi sulla compatibilità del testo con le direttive Uccelli e Habitat.

Un fronte ampio e trasversale che a Treviso trova ora una sua espressione locale, con un appuntamento pensato per essere accessibile a tutti: non un corteo, ma un sit-in pacifico, aperto a chiunque voglia esserci.

Gli organizzatori tengono a sottolineare che la posta in gioco va oltre il tema della caccia in senso stretto: riguarda il rapporto che l’Italia sceglie di avere con il proprio patrimonio naturale, in un momento storico in cui la comunità scientifica chiede a gran voce più tutela per gli habitat, non un loro indebolimento. Da qui l’invito, racchiuso nello slogan scelto per la serata: “La natura non si caccia. Si difende!”.

Ufficio stampa

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