Purtroppo, questi sono anni calamitosi, nei quali più di qualche potenza e gruppo armato sono animati...
Turismo in città e nella Marca: forte crescita, non mancano le criticità
Luglio, periodo di ferie, scuole chiuse, asili pure, la città che gradualmente si svuota. E si riempie di loro, i turisti. Quelli che (almeno nella teoria) fanno girare l’economia estiva, comprando nei negozi e consumando in bar e ristoranti, anche perché non ci sono molti altri luoghi dove una persona potrebbe mangiare il classico pranzo al sacco, e anche se ci riuscisse dovrebbe comunque entrare in un bar per utilizzare i servizi. L’assenza di bagni pubblici è, infatti, una delle più grandi criticità logistiche per i turisti a Treviso, confermata dalle guide turistiche.
I numeri
Secondo il presidente appena rieletto di Federalberghi Treviso, Giovanni Cher, la nostra provincia vede un momento positivo, chiudendo “il 2025 in forte espansione turistica, attestandosi a circa un milione di arrivi e ad oltre 2 milioni di presenze complessive, con tre direttrici in crescita di grande valore: il record del sito Unesco (Colline di Conegliano e Valdobbiadene), il boom dell’area Asolo e Monte Grappa (Riserva Mab Unesco) e un netto miglioramento della distribuzione dei flussi, non più polarizzati solo nei mesi tradizionali di aprile, maggio, ottobre”. Secondo i dati offerti dal sistema statistico regionale, la provincia trevigiana sul periodo gennaio-maggio ha visto un aumento di arrivi del 3,8% rispetto allo stesso periodo del 2025 e sono andate ancora meglio le presenze (i pernottamenti), +4,3% (cioè 835 mila persone nei primi cinque mesi del 2026 contro le 799 mila del 2025). Aumentano soprattutto i turisti italiani, che, per ora, rispetto al 2025 registrano un +5,4% nelle presenze, e crescono i pernottamenti in servizi extralberghieri (+9,8%), ultimamente sempre più discussi perché i cosiddetti affitti brevi tolgono la possibilità di affitto a studenti e lavoratori. Il tutto all’interno di una regione che, secondo il Ministero del Turismo, vede per quest’estate il tasso di saturazione più elevato del Paese (57,5%).
Doverose riflessioni
Secondo Cher, questo aumento del turismo trevigiano si è poggiato su questi pilastri: “L’ampliamento dell’aeroporto, il riconoscimento Unesco delle Colline di Conegliano e Valdobbiadene, la realizzazione della superstrada Pedemontana, il riflesso delle Olimpiadi e la mostra di Santa Caterina”.
Utilizzando uno sguardo ampio e complesso sulla realtà, emerge che ciascuno di questi risultati ha avuto un suo prezzo. Per esempio, l’ampliamento dell’aeroporto, a dicembre 2024 era stato bloccato dal Tar del Veneto, che aveva evidenziato ai proprietari AerTre e agli altri enti competenti carenze nella valutazione dell’impatto sulla salute pubblica, e obbligava l’aeroporto ad attenersi a un massimo di 16.300 voli, mentre nel 2025, secondo tre associazioni locali e nazionali che hanno recentemente diffidato i suddetti enti, ce ne sono stati 23.757. Per quanto riguarda le Olimpiadi e la Pedemontana, invece, è noto da pochi giorni che la Corte dei Conti ha evidenziato forti criticità: ci sarebbero oltre un miliardo di debiti per la Fondazione Milano Cortina 2026, e sul tema Pedemontana un maggiore esborso per circa 51 milioni a carico del bilancio regionale.
Meno grandi gruppi, resiste la cultura ma non solo
Valentina Crespan, guida turistica abilitata che lavora a Treviso e provincia dal 2003 e fa parte dell’associazione Guide di Marca, ci racconta i cambiamenti dei flussi turistici in città, sia sul lungo che sul breve periodo. “I turisti stanno sicuramente aumentando, più spesso sono gruppi piccoli, famiglie o coppie, e questi tendenzialmente non prendono la guida - spiega Valentina -, mentre i gruppi da Austria e Germania vengono sempre di più con una loro guida, per contenere i costi; questo, ovviamente, va a scapito dei contenuti e dell’esperienza”.
Restano i grandi gruppi “culturali”, che resistono accanto a chi vuole fare l’escursione naturalistica o è interessato solo al giro delle cantine: “Io lavoro soprattutto con gruppi di appassionati d’arte o dell’Università della terza età o di circoli culturali, in particolare da Piemonte, Emilia Romagna e Lombardia, quindi sono esigenti e richiedono una conoscenza approfondita e di vedere cose al di là dell’itinerario standard, ad esempio palazzi da visitare all’interno. Il giro classico di un paio d’ore prevede il tema dell’acqua e degli affreschi; se c’è più tempo si visita il Bailo o il Santa Caterina; San Nicolò e la Sala del capitolo da sole richiedono molto tempo, ma sono molto apprezzate. Constatiamo, spesso, che Treviso risulta una bella sorpresa per chi non c’è mai stato, perché non si aspettano una città così: le case sull’acqua e i canali, le piccole piazzette, il fatto che se svolti un angolo si apre uno scorcio particolare... gli piace il fatto che sia una continua sorpresa, è un città in cui perdersi e scoprire tante chicche, e questo la rende spesso sopra le aspettative”.
Non mancano le criticità: l’assenza di bagni pubblici, che Crespan definisce senza mezzi termini “una vergogna”, il fatto che non ci siano abbastanza luoghi di “carico-scarico” per i pullman turistici (solo due in tutta la città), lo Iat poco visibile (“Sarebbero utili un paio di totem informativi digitali dislocati in città con indicazioni su luoghi di interesse, camere libere, ecc”), la proliferazione di guide abusive (soprattutto nel weekend) nonostante la polizia locale ne sia informata, e la scarsità di ristoranti o trattorie che possano accogliere grandi gruppi a tavola.



