Quello italiano è stato un “cammino esemplare della nascita di una democrazia”. Lo ha spiegato, recentemente,...
Un gelato di troppo
La polemica l’ha innescata Flavio Briatore, il noto imprenditore che, quanto a offrire ghiotte occasioni a chi ha soldi e voglia di spenderli, non si tira certo indietro. Nelle sue Crazy pizza, infatti, una pizza può costate dai 19 euro (la classica Margherita) a oltre 70, a seconda delle materie prime usate. Ebbene, il famoso imprenditore ha apostrofato come cretini coloro che vanno a spendere tutti quei soldi per mangiare un gelato rivestito d’oro, suscitando la inevitabile reazione del titolare della gelateria, il quale adduce come motivo di tale esorbitante prezzo la qualità delle materie prime e “l’esperienza gastronomica costruita negli anni”.
Sinceramente, non ci interessano affatto tutte queste precisazioni e polemiche. Quello che ci infastidisce è quella foglia d’oro che, riteniamo, non aggiunga niente al gusto di un gelato, ma serva solo a stuzzicare la spocchia di chi ha soldi da buttare, oppure a invogliare quei comuni mortali a togliersi uno sfizio in modo da sentirsi, almeno per pochi minuti, all’altezza di quei ricchi, un po’ “cafoni”, che ostentano ricchezza e trasudano distacco, e perfino disprezzo, per la povera gente che non sa come campare il giorno dopo. Ci sono diversi modi per disprezzare i poveri: ignorandoli, disprezzandoli, avvallando politicamente le tante forme di emarginazione. La cosa, però, più fastidiosa e per noi persino indecente, è il voler ostentare la ricchezza e tutte quelle vanità che definiscono uno status symbol.
Con i drammi che ci sono nel mondo queste cose possono sembrare marginali e persino un po’ frivole. Fanno parte, però, della vita e del costume sociale. Per noi credenti rimane sempre il monito di condurre una vita sobria e attenta a chi è in difficoltà; a fare discernimento sulle spese che il vortice del consumismo ci sospinge a fare e ad essere sempre solidali. Per tutti, non solo per i ricchi disonesti o per quelli indifferenti verso il prossimo, vale sempre la tragica conclusione della parabola evangelica del ricco epulone e del povero Lazzaro.
Ci consola che tra tanti indifferenti e dissipatori di beni materiali e di tempo ci sono persone, tra le quali molti giovani, che nel volontariato dedicano tempo, risorse ed energie ai più deboli e poveri, sia nelle nostre comunità che, attraverso le molte organizzazioni non governative, in ogni angolo del mondo. Questi, però, di solito non fanno notizia e non trovano certo spazio nei media come, invece, può accadere per un cono di gelato.



