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Il Patto interreligioso presentato al presidente Mattarella

I rappresentanti delle comunità religiose in Italia hanno sottoscritto un documento, che hanno presentato al presidente della Repubblica Mattarella: al centro il dialogo e il rispetto reciproco

“Siamo i responsabili delle confessioni e tradizioni religiose che abitano in Italia, che partecipano al Tavolo interreligioso nazionale. Abbiamo deciso di stendere questo Patto per dare continuità e prospettiva al nostro lavoro insieme e per dare ufficialità a questa esperienza di dialogo. Il documento vuole essere rispettoso nelle parole, responsabilizzante nei contenuti, pragmatico e coraggioso nella sua concretezza e nella sua visione”. Inizia così il Patto “La via italiana del dialogo. Le religioni nello spazio pubblico e per la coesione sociale”, firmato lo scorso 25 giugno a Roma nell’auditorium dell’Ara Pacis dai rappresentanti delle comunità religiose in Italia. Per tre anni i rappresentanti dei principali culti religiosi si sono incontrati alla Conferenza episcopale italiana per dialogare e creare un tavolo interreligioso nazionale. Dal 2024 anche i giovani rappresentanti delle diverse comunità si sono riuniti per dare il loro contributo.
“Condividiamo il valore e la complessità di essere persone credenti e praticanti di diverse fedi in una società post-moderna secolarizzata, multiculturale e plurireligiosa, ferita da conflitti ed estremismi, anche pseudo-religiosi, derivanti da posizioni etnocentriche, prevaricanti, di chiusura e di colonizzazione culturale ed economica, e condividiamo l’importanza di agire insieme per il Bene comune, certi della rilevanza del dialogo interreligioso per lo sviluppo della società italiana”, continua il Patto. Da qui una serie di impegni che i responsabili delle comunità religiose hanno deciso di intraprendere. Come quello di mantenere sempre vivo il dialogo, anche quando le posizioni tra le parti divergono e le pressioni interne o esterne alimentano fratture e dissidi; educare le comunità al dialogo e alla conoscenza reciproca, attraverso corsi di formazione e condivisione; contrastare ogni forma di pregiudizio, oppressione, discriminazione ed estremismo. E ancora: “la salvaguardia della vita sul Pianeta, sostenendo con determinazione ogni sforzo volto al disarmo nucleare e al contrasto del cambiamento climatico, nella consapevolezza che la pace e la tutela dell’ambiente e degli ecosistemi sono responsabilità comuni”; ma anche la promozione della pari dignità di ogni religione di fronte allo Stato attraverso un dialogo critico e costruttivo sul rapporto tra religione, laicità e politica nel contesto italiano. Per concretizzare le intenzioni sottoscritte i rappresentanti hanno indicato anche alcune azioni da seguire, come l’istituzione di una giornata nazionale sul dialogo interreligioso, la promozione di occasioni di incontro e dialogo tra giovani delle diverse fedi e la valorizzazione del ruolo delle donne all’interno delle confessioni e tradizioni religiose.

“Dal Patto emerge con chiarezza la scelta di perseguire l’opzione del dialogo anche laddove le posizioni divergono e le pressioni interne ed esterne alimentano fratture, dissidi. Per questo, come firmatari, ci impegniamo a promuovere un percorso costruttivo a beneficio di tutti” ha affermato al Quirinale il card. Matteo Maria Zuppi, presidente della Cei, nel corso della presentazione al presidente della Repubblica del Patto. “Nel complesso contesto geopolitico che stiamo attraversando, questo Patto vuole essere un contributo offerto a una società troppo spesso esposta a polarizzazioni, ad estremismi, che spingono a vedere nell’altro, diverso per fede o cultura, un nemico. Al contrario, desideriamo riflettere con apertura sui valori comuni, per edificare una comunità civile che riconosca nelle diversità il senso di un impegno corale per una società più giusta, accogliente e inclusiva”.

“Il dialogo non soltanto è possibile ma, perseguito con sincerità, nel rispetto reciproco, produce comprensione e collaborazione vicendevole. Dà vita a formule di convivenza essenziali per rimuovere e bandire ogni forma di intolleranza”: lo ha sottolineato il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ricevendo al Quirinale i rappresentanti delle comunità religiose, in occasione della sottoscrizione del Patto.

Il Presidente, rammentando gli 80 anni della prima seduta dell’Assemblea Costituente, ha sottolineato che da quello sforzo fondativo dell’Italia, della nostra convivenza civile, venne il riconoscimento costituzionale della libertà religiosa come elemento basilare della libertà della persona” e come tale adottato nella prima parte della Costituzione, ha spiegato Mattarella. Con questo riconoscimento la Repubblica ha assunto il valore delle fedi religiose dei suoi cittadini come contributo alla coesione nazionale e alle finalità di bene comune, quelle appunto definite nel primo articolo della Carta”.

“La professione di fede, accanto a una dimensione personale e intima propria di ogni essere umano, che personalmente avverto come credente e praticante nella mia religione - ha aggiunto il Capo dello Stato -, esprime anche il carattere plurale, collettivo, capace di produrre, generare convivenze pacifiche, tolleranza, rispetto per gli altri; una esperienza che accomuna, che costruisce ogni giorno relazioni e rapporti di pace, che sono avverse a satrapie che allestiscono invece narrazioni crudeli, moralmente distorte, nutrite di guerra e di morte”, ha ammonito il presidente, convinto che “l’uso strumentale delle fedi è un’impostura che avvelena e uccide l’anima”, mentre “riconoscere l’altro, è una condizione che già alimenta la pace. Incontrarsi, dialogare, riflettere insieme, la moltiplica”.

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