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Legambiente su Sant’Antonino: “serve una vera rigenerazione urbana”
Sant’Antonino è uno dei quartieri della città che si trova nell’occhio della speculazione immobiliare. In questi giorni, con una variante del Pat, il Comune di Treviso ha dato il via libera per una maxi operazione a ridosso della Tangenziale, non lontano dall’ospedale Ca’ Foncello: 200 alloggi e un supermercato di circa 3mila mq, con un parco ad uso pubblico di 12mila mq.
Una soluzione sotto certi aspetti preferibile all’ipotesi precedente, poiché ridimensiona la superficie commerciale, ma gli ambientalisti non abbassano la soglia di attenzione, né di preoccupazione. Secondo il presidente di Legambiente Treviso, Fabio Tullio, “trasformare un centro commerciale in un comparto residenziale non significa automaticamente fare rigenerazione urbana”.
Altre sono, secondo il circolo locale di Legambiente, le domande da porsi: “questo intervento riduce l’impatto ambientale complessivo o ne produce di nuovo? Porta servizi, case accessibili, verde fruibile e mobilità sostenibile, oppure aggiunge traffico, impermeabilizzazione e pressione su un quartiere già fragile?”. Le risposte, a loro dire, sembrerebbero essere no.
Questo a fronte di considerazioni che riguardano il traffico (già notevole su quel quadrante) e l’accessibilità ciclabile, la mancanza di una vera riduzione della superficie libera e impermeabilizzata, un’edilizia che difficilmente in città risulta veramente accessibile al ceto medio, e lo svuotamento di servizi di prossimità: la rigenerazione, in altre parole, non può essere solo immobiliare.
In questo modo “Sant’Antonino può diventare un laboratorio di rigenerazione urbana vera, ma solo se il progetto verrà ripensato non come operazione immobiliare con un po’ di verde attorno, bensì come intervento pubblico-privato capace di migliorare davvero il quartiere. Chiediamo trasparenza, partecipazione e criteri ambientali stringenti prima di procedere” conclude Fabio Tullio.



