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"The evidence room": l'Olocasusto dimostrato agli studenti castellani

Sabato 5 novembre l'incontro degli studenti castellani con la dott.ssa Sascha Hastings, co-curatrice ed editor dell'installazione che porta all’evidenza la terribile verità storica dell’Olocausto: “The Evidence Room”, visitabile fino al 27 novembre nel Padiglione Centrale ai Giardini della 15^ Biennale di Venezia. 

Una prova schiacciante, poiché concreta e tangibile, contro il negazionismo, sarà presentata agli studenti del Liceo Giorgione, dell’Ipsia Galilei e di altri istituti sabato 5 novembre alle 10 presso il Teatro Accademico di Castelfranco. L’incontro, introdotto dal DS del Giorgione Franco De Vincenzis e condotto dalla giornalista Alessia De Marchi, prevede l’intervento della dott.ssa Sascha Hastings, co-curatrice ed editor dell'installazione che porta all’evidenza la terribile verità storica dell’Olocausto: “The Evidence Room”, visitabile fino al 27 novembre nel Padiglione Centrale ai Giardini della 15^ Biennale di Venezia.

Nel 2000 la falsa asserzione presentata da uno storico revisionista e negazionista dell'Olocausto, il quale sosteneva che non ci fossero state camere a gas ad Auschwitz e che pertanto l'Olocausto non fosse accaduto, è stata messa in crisi da una causa per diffamazione, condotta presso la Royal Courts of Justice di Londra. Punto centrale del procedimento furono le interpretazioni forensi delle prove architettoniche di Auschwitz e la precisa testimonianza di Robert Jan van Pelt, professore di Storia dell'architettura presso l'Università di Waterloo in Canada.

Su invito di Alejandro Aravena, van Pelt ha lavorato insieme ai professori Anne Bordeleau e Donald McKay, al produttore artistico Sascha Hastings e a un team di studenti e consulenti dell’Università di Waterloo - School of Architecture, per divulgare questi studi attraverso l’installazione “The Evidence Room”, opera costituita da riproduzioni a grandezza naturale e modelli degli elementi architettonici delle camere a gas.

“Per gli studenti del nostro Liceo scientifico e classico toccare con mano l'evidenza delle testimonianze architettoniche dello sterminio significa avere la controprova (come se ce ne fosse bisogno) di quanto accaduto in tempi non troppo lontani – afferma il preside del liceo Giorgione De Vincenzis –. E al cospetto delle odierne spinte revisioniste, alimentate da una strisciante e talvolta palese discriminazione razziale nei confronti del diverso, l'appuntamento risulta quanto mai necessario e formativo".

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