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Via del mare, la voce dei sindaci

Oltre sessanta presenti all’incontro promosso dal Comune di Silea. “Ribadiamo la disponibilità al dialogo con la Regione e con tutti gli Enti coinvolti - ha sottolineato Rossella Cendron -, ma vogliamo difendere gli interessi di un territorio strategico, seppure fragile”

Erano oltre 60 - fra sindaci e amministratori di maggioranza e opposizione - che lunedì sera 26 febbraio hanno aderito a Silea all’invito dell’Amministrazione comunale a un tavolo di concertazione sulla Via del mare, la superstrada regionale a pagamento, che collegherà l’autostrada A4 (dal casello di Meolo) al litorale jesolano, su un percorso di circa 19 km. All’incontro di Silea erano stati invitati tutti i Comuni e le Amministrazioni dei territori interessati, sia della provincia di Treviso che di Venezia. L’obiettivo era avviare un confronto con gli Enti preposti, le Amministrazioni comunali e i relativi consiglieri dei territori interessati dalle ricadute della realizzazione della Via del Mare. La proposta è partita da una mozione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Silea nella seduta del 30 novembre scorso.

Controversia con Jesolo

Ha fatto rumore soprattutto l’assenza dei Comuni di Jesolo e Cavallino Treporti. A dicembre scorso, infatti, cinque Amministrazioni comunali interessate direttamente dalla Via del Mare (Fossalta di Piave, Meolo, Monastier di Treviso, Roncade e Silea) hanno presentato un ricorso unitario al Tar del Veneto per l’aggiudicazione dell’opera, “con l’unico scopo di garantire una sostenibilità ambientale, infrastrutturale ed economica ai territori interessati”.

Ora si viene a sapere che i Comuni di Jesolo e Cavallino Treporti hanno presentato loro stessi un controricorso, “dichiarando infondata, irricevibile e inammissibile la nostra azione legale - ha spiegato la sindaca di Silea, Rossella Cendron - sostenendo che l’opera abbia per loro indiscussi vantaggi”.

Il tavolo di concertazione

L’assemblea è stata aperta dalla sindaca di Silea, che ha ripercorso la genesi dell’incontro e ha ricordato la posizione di Silea, contraria all’opera alle condizioni fissate. Negli ultimi 13 anni (la procedura di valutazione di impatto ambientale della Via del mare risale al 2010) sono mutate le condizioni ambientali, infrastrutturali e insediative del territorio, è variata la popolazione e sono cambiati i flussi di traffico. Senza tralasciare il tema della trasformazione di una strada storica, gratuita, in un’arteria a pagamento. “Ribadiamo la disponibilità al dialogo con la Regione e con tutti gli Enti coinvolti - ha sottolineato Cendron -, ma vogliamo difendere gli interessi di un territorio strategico per i collegamenti, seppure fragile”.

Gli amministratori presenti si sono detti d’accordo sul richiedere in modo unanime un nuovo confronto con la Regione, per tenere aperto il dialogo e domandare dati oggettivi e aggiornati di confronto su provenienze e destinazioni dei flussi, sui quali poter basare e condividere le valutazioni sugli impatti della Via del mare (oggi, ha spiegato il sindaco di Meolo Daniele Pavan, i transiti sulla Treviso Mare sono 5,5 milioni e metà non è diretto al mare; 10 mila al giorno durante tutto il corso dell’anno).

Accanto a ciò, gli amministratori hanno auspicato l’organizzazione di incontri di confronto con le associazioni di categoria, i consiglieri regionali e i cittadini, sottolineando che non si deve fare della contrarietà alla Via del mare una questione di posizioni politiche, bensì una lotta per la sicurezza e il benessere dei cittadini.

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