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"Espero Treviso", associazione di volontariato dedicata a don Ernesto Soligo

Da tempo presente nel territorio trevigiano, l’associazione Espero Treviso “Amici in ascolto” si occupa, prevalentemente, di formazione alla persona, servizi di ascolto telefonico e attività finalizzate alla promozione e alla diffusione della cultura dell’ascolto.

L’associazione Espero Treviso “Amici in ascolto”, il 22 febbraio scorso, con un’assemblea straordinaria dei soci, ha deciso di cambiare il nome del sodalizio, dando vita così all’associazione di volontariato “Don Ernesto Soligo”. Da tempo presente nel territorio trevigiano, l’associazione Espero Treviso “Amici in ascolto” si occupa, prevalentemente, di formazione alla persona, servizi di ascolto telefonico e attività finalizzate alla promozione e alla diffusione della cultura dell’ascolto.

A soli 53 giorni dalla morte del caro “don Ernesto” (così era conosciuto), “i soci di Espero Treviso hanno inteso, con questa importante e significativa decisione, non solo onorare la sua memoria, ma anche affermare l’impegno a mantenere vivo il suo ricordo e la sua opera”, ricorda a nome dell’associazione Stefano Franceschin.

Don Ernesto Soligo è stato, per più generazioni di giovani, “un pastore e una guida spirituale, un maestro di vita, un padre amorevole: per tutti un amico. Lungi dall’essere un’azione meramente celebrativa, le ragioni di questa decisione vanno cercate e, trovano il loro senso più profondo, in ciò che don Ernesto è stato e ha rappresentato, nella storia e nella vita di tantissime persone”.

Quale correlazione, allora, tra l’associazione e la sua figura? Continua Franceschin: “Il nostro ambito riguarda fondamentalmente la formazione e i servizi di ascolto telefonico. Le caratteristiche di don Ernesto, come l’affabilità, la capacità di accoglienza e ascolto, rappresentano, per noi, elementi imprescindibili nell’approccio alla persona. Intitolare a don Ernesto Soligo la nostra associazione e dunque richiamarsi alla sua figura e alla sua opera, significa, essenzialmente, riconoscere in lui un maestro e una guida”.

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