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Duomo di San Donà, celebrati i 550 anni della parrocchia: “Dono da custodire”
Dopo le partecipate celebrazioni per il centenario dalla consacrazione del Duomo di San Donà di Piave lo scorso settembre, domenica 8 febbraio, sempre nel Duomo, si è celebrato l’importante anniversario dei 550 anni dalla costituzione della parrocchia.
Gli albori di questa parrocchia ci riportano al 6 febbraio 1476. Abbiamo, oggi, testimonianza di questo periodo lontano, grazie a un’antica lapide incastonata a lato dell’entrata principale del Duomo e una bolla papale di papa Sisto IV (il papa che volle la Cappella Sistina), la cui trascrizione è conservata nell’archivio diocesano di Treviso: nel documento, si riporta che i fratelli Trevisan, compratori dei diritti demaniali della Gastaldia, ottennero dal pontefice la concessione di erigervi una sede parrocchiale, intitolata alla Madonna delle Grazie, poi consacrata, nel luglio 1480, dal vescovo Giovanni Zanetto.
La commemorazione è stata ricordata durante la partecipata messa delle 11.30, presieduta dal vescovo, Michele Tomasi, tornato nuovamente in città, e concelebrata dal parroco, don Massimo Gallina.
“La memoria storica della parrocchia ci invita a continuare a essere autentica ecclesia, comunità cristiana aperta e accogliente, che offre l’opportunità di incontrarsi e sentirsi uniti e tradurre la fede celebrata nella liturgia in costante cura delle relazioni e impegno sociale, restando radicati in un contesto in evoluzione”, ha detto durante la celebrazione il parroco.
Le letture del Vangelo di Matteo, incentrate sull’essere sale della terra e luce del mondo, hanno offerto al Vescovo la chiave di lettura per la giornata: “Ricordare la nascita di una parrocchia significa esprimere gratitudine per i tanti e tante che hanno lasciato plasmare la loro vita dal Vangelo. Ciò implica responsabilità precise, quali custodire e trasmettere il dono, in modo che la fede resti una forza viva. La trasmissione avviene oggi attraverso l’essere sale e luce, testimoniando l’amore di Dio attraverso la giustizia, la verità, la pace e la carità verso i più poveri. In ultimo, trasmettendo la fede in maniera innovativa e creativa, cercando le forme migliori per essere Chiesa nel presente”.
È intervenuto per un saluto anche il sindaco, Alberto Teso, il quale ha sottolineato che una comunità conscia del suo passato e della sua storia, fatta anche di sacrifici, distruzioni e ricostruzioni, resta salda nei suoi valori e non ha paura del futuro.
La pubblicazione
Proprio per riscoprire e conoscere la storia più antica di questa parrocchia, è stato pubblicato per l’occasione uno studio dello storico Marco Franzoi dal titolo “Parrocchia di San Donà di Piave. Origini, feste e devozioni”.
Come ci ha spiegato l’autore, l’idea di questa pubblicazione è nata a seguito dell’ondata di affetto e partecipazione ricevuta durante il centenario dello scorso settembre. Lo studio vuole mantenere vivo l’interesse per la storia della parrocchia e suscitare curiosità per quella più antica, finora indagata solo superficialmente: “Le informazioni trovate, che hanno lasciato più dubbi che risposte, ci stimolano a continuare questa ricerca”, ci svela l’autore.
L’opera, subito esaurita, sarà ristampata nei prossimi giorni. Le eventuali offerte sono a totale beneficio delle opere parrocchiali.



