martedì, 17 marzo 2026
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Colline del prosecco sito Unesco: ora c'è la richiesta

La candidatura Unesco dei 440 chilometri quadrati delle colline di Conegliano e Valdobbiadene è il traguardo-simbolo di un paesaggio tra i più tipici del Veneto. Presentato anche il nuovo logo che accompagna la candidatura.

Lo skyline stilizzato delle colline di Conegliano e Valdobbiadene, trasformate in un ‘puzzle’ di verdi, gialli, blu e oro, adagiato su uno striscio di terra, simbolo del territorio: è il nuovo logo delle colline del Prosecco, il paesaggio dell’Alta Marca che ambisce a entrare nella lista Unesco dei ‘patrimoni dell’umanità. Lo ha presentato oggi il presidente della Regione Veneto Luca Zaia, nel corso di un’affollata conferenza stampa al palazzo Grandi Stazioni di Venezia, con il presidente dell’Associazione temporanea di scopo che ha promosso la candidatura Innocente Nardi, i sindaci dei 28 comuni del comprensorio collinare, il presidente della Provincia di Treviso Stefano Marcon, i rappresentanti delle categorie economiche, gli esperti del comitato tecnico-scientifico che supporta la candidatura, la rappresentante del ministero dei Beni culturali Renata Codello e il consigliere del ministro per l’Unesco Pier Luigi Petrillo.

“Il logo è una nuova, importante, tappa, nel percorso della candidatura del paesaggio del Prosecco – ha sottolineato Luca Zaia, che otto anni fa, da ministro all’Agricoltura, fu il primo lanciare l’idea del marchio Unesco per le colline trevigiane della Sinistra Piave – Il logo è stato predisposto in concomitanza con la chiusura del dossier tecnico-scientifico elaborato dal team di esperti, coordinati dall’architetto Pietro Lauretano, e con la firma del protocollo d’intesa tra i 28 comuni delle ‘Terre Alte’ della Marca e la Regione per la tutela paesaggistica del territorio”.

Per il presidente del Veneto, il logo dovrà contrassegnare ogni bottiglia prodotta sulle colline di Conegliano e Valdobbiadene e ogni attività promozionale del territorio, come simbolo del lavoro corale e “coeso” di tutta una comunità. “Ora abbiamo bisogno di un gioco di squadra compatto e unitario – ha auspicato Zaia - perché la candidatura superi nel 2017 la valutazione nazionale ed entri nella selezione degli esperti Unesco di Parigi”.

Ideata nel 2008, lanciata nel 2010 con l’iscrizione nella lista ministeriale delle ‘proposte’,  suggellata nel 2015 con l‘iscrizione nel Registro nazionale dei paesaggi rurali storici del  ministero per le politiche agricole e rilanciata in occasione del Vinitaly, la candidatura Unesco dei 440 chilometri quadrati delle colline di Conegliano e Valdobbiadene è il traguardo-simbolo di un paesaggio plasmato e conservato nei secoli grazie al lavoro sapiente  ed ‘eroico’ dell’uomo che ha saputo coltivare ogni zolla, trasformando le ripide rive, strappate ai rovi e alla boscaglia, in terrazze di pregiati vigneti costellate di borghi, pievi e casali in pietra vita.

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