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Cittadini che scelgono

La Settimana sociale dei cattolici trevigiani ha approfondito la proposta di riforma del premierato con i docenti Ceccanti e Frosini
18/04/2024
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Manca qualcosa di decisivo, alla partecipazione democratica, se i cittadini avvertono di non poter scegliere “davvero” i propri rappresentanti di Governo. L’ultima serata della Settimana sociale dei cattolici trevigiani, che si è tenuta a casa Toniolo il 12 aprile, aveva per tema “Elettori ed eletti, una distanza da ridurre: riforme istituzionali e premierato”. Hanno partecipato al dibattito il prof. Stefano Ceccanti, già parlamentare, docente di Diritto costituzionale all’Università La Sapienza di Roma, e, collegato in streaming, il prof. Tommaso Frosini, docente di Diritto costituzionale all’Università Sant’Orsola Benincasa di Napoli.

L’incontro ha messo, dunque, a confronto due costituzionalisti sul disegno di legge di riforma che intende introdurre in Costituzione l’elezione diretta del capo del Governo, con l’obiettivo di rafforzarne la leadership, stabilire un vincolo diretto con l’elettorato, dare finalmente stabilità all’Esecutivo. Come i due relatori, che pure partivano da posizioni diverse, hanno sottolineato, si tratta di avvicinarci a quanto già avviene per i Comuni e le Regioni. Il prof. Ceccanti, che è stato in due diverse legislature parlamentare del Pd, pur essendo personalmente convinto che sarebbe più opportuna un’indicazione del premier sulla scheda, piuttosto che un’elezione diretta, non si è detto contrario alla scelta di fondo della riforma proposta. Tanti, però, a suo avviso, i punti deboli o ancora da chiarire nel disegno di legge proposto dal Governo Meloni. In primo luogo, a suo avviso, “in prima battuta le riforme si cerca di farle insieme, maggioranza e opposizione, per arrivare all’approvazione di più di due terzi del Parlamento. In questo caso, invece, il Governo ha fatto unilateralmente un suo testo. Siamo partiti male, nel modo sbagliato”. In secondo luogo, ci si aspetterebbe di sapere in che modo il capo del Governo sarà eletto, “cosa che non è scritta”. In terzo luogo, il docente si è detto molto perplesso sulla possibilità che il premier eletto possa essere, nel corso della legislatura, sostituito “una sola volta” da un altro parlamentare della maggioranza, senza vincoli di coalizione. Molto più ottimista il prof. Frosini, che ha insistito: “La domanda centrale è perché non dare la possibilità ai cittadini di scegliere il proprio Capo di Governo? Voi avete messo a tema la partecipazione, e cos’è la partecipazione se non la possibilità di votare per scegliere i propri governanti e conferire loro una responsabilità?”. Di fronte a questa esigenza centrale, superabili appaiono le possibili obiezioni, a partire dal fatto che “la maggioranza ha abbandonato l’idea dell’elezione diretta del presidente della Repubblica, scendendo a un compromesso, scegliendo la riforma meno impattante. Del resto, la riforma è punto qualificante della maggioranza di Governo”.

Frosini ha anche fatto notare che “in Parlamento la riforma è già stata modificata e migliorata”, manifestando fiducia nel dibattito parlamentare e ammonendo tutti a ricordare che le riforme non vanno pensate a partire da chi oggi è al Governo o all’opposizione.

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