martedì, 17 marzo 2026
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Referendum sui voucher il 28 maggio. Zaia chiede l'election day

“Adesso non si inventino nuove giustificazioni per impedire quello che sarebbe evidentemente un atto di buonsenso: referendum con referendum", dice il presidente del Veneto chiedendo di abbinare in quella data il referendum sull'autonomia. Ma si sta cercando un accordo in Parlamento per evitare la consultazione.

Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto per l'indizione dei referendum popolari relativi alla "abrogazione di disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti" e alla "abrogazione di disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)".  Le consultazioni referendarie si svolgeranno domenica 28 maggio 2017, si legge nel comunicato di Palazzo Chigi.

“Adesso non si inventino nuove giustificazioni per impedire quello che sarebbe evidentemente un atto di buonsenso: referendum con referendum. Si organizzi, nell’interesse dei cittadini e della democrazia, un election day che contempli la possibilità per gli elettori di esprimersi nello stesso giorno su voucher e appalti, ma anche sull’autonomia della nostra Regione”. Lo afferma il Governatore veneto, Luca Zaia, il quale chiede a Palazzo Chigi che  domenica 28 maggio 2017, data fissata dal Consiglio dei Ministri per la celebrazione dei referendum relativi alla "abrogazione di disposizioni sul lavoro accessorio (voucher)" e alla "abrogazione di disposizioni limitative della responsabilità solidale in materia di appalti", si tenga anche la consultazione popolare per l’autonomia del Veneto.

“Sia chiaro – precisa Zaia –, io non avrei nulla da eccepire se in quello stesso giorno si svolgessero anche le elezioni amministrative. Credo sia uno spreco inaccettabile, soprattutto a fronte dei sacrifici che costantemente vengono chiesti ai cittadini per la mancanza di risorse pubbliche, decidere di allestire più volte i seggi in poche settimane, con tutto il dispendio di energie e di danaro che ciò comporta, quando basterebbe aprirli una volta sola”.

Va comunque registrato che in Parlamento si sta cercando un accordo tra le forze politiche per modificare la legge ed evitare così la consultazione, destinata a spaccare l'attuale maggioranza.

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