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Renzi e Brugnaro firmano il Patto per Venezia: 457 milioni in 4 anni
"Nel momento in cui si firma un patto - ha sottolineato il premier - ci si impegna a lavorare per i nostri figli". Brugnaro, ha fatto eco alle parole del presidente del consiglio ricordando il lavoro di squadra fatto tra Comune di Venezia e Governo. Grandi navi da crociera e futuro della portualità sono le priorità.
Il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro hanno firmato il Patto per Venezia nella sede municipale di Ca' Farsetti.
"Nel momento in cui si firma un patto - ha sottolineato il premier - ci si impegna a lavorare per i nostri figli". Brugnaro, ha fatto eco alle parole del presidente del consiglio ricordando il lavoro di squadra fatto tra Comune di Venezia e Governo.
"Con questo atto - ha ribadito il sindaco di Venezia - il Governo riconosce che Venezia è importante e non è una cosa da poco dopo tanti anni che non si faceva una cosa così sostanziosa. Abbiamo lavorato tanto dimostrando che possiamo farcela da soli, dobbiamo efficientare la nostra macchina - ha aggiunto ancora - e per questo voglio ringraziare i dipendenti comunali che ci hanno aiutato. Questo è un patto con la città non col sindaco Brugnaro", ha voluto precisare il sindaco e "Matteo Renzi sta onorando un impegno su cui non abbiamo fatto annunci ma lavorato con umiltà", ha concluso Brugnaro.
Grandi navi da crociera e futuro della portualità di Venezia sono i temi presenti nel Patto.
Sul fronte della crocieristica, infatti, l'impegno del governo, attraverso il ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, è di lavorare alla "programmazione degli interventi e della messa a disposizione delle risorse affinché possa essere realizzato il così detto 'Tresse Nuovo'", per la cui progettazione vengono stanziati 2 milioni. Si tratta di un canale il cui progetto è stato approvato dal Comune di concerto con l'autorità portuale di Venezia, volto a "risolvere la criticità derivante dal divieto di transito nel canale di San Marco e nel canale della Giudecca delle navi adibito al trasporto merci e passeggeri superiori a 40mila tonnellate di stazza lorda", il così detto decreto Clini-Passera e di farlo "salvaguardare anche l'attività dell'attuale Stazione marittima e dei lavoratori ad oggi in servizio". Sul porto offshore invece l'impegno è di "verificare la sostenibilità tecnico economica del progetto", che è volto ad aumentare gli scambi commerciali fra Europa e Asia.



