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Stazioni: Treviso e San Donà ancora in alto mare

Proprio mentre iniziano le Olimpiadi invernali. Da Fs la conferma di parziali aperture nel capoluogo. Nell’altro caso, si attende una data certa
06/02/2026

Con una roboante campagna pubblicitaria, le Ferrovie in quest’ultimo periodo ci ricordano, a caratteri cubitali, dell’emozione di essere italiani. Ma, quando si parla di Ferrovie, l’emozione si trasforma velocemente in imbarazzo, in qualche caso in indignazione, come accade a diversi cittadini e utenti. Prendiamo il caso delle stazioni di Treviso e San Donà di Piave, i centri più importanti del nostro territorio diocesano, che da anni convivono con i lavori di ammodernamento delle loro stazioni ferroviarie, con tutti i disagi che ne conseguono. Lavori che ormai sono abbondantemente in ritardo, rispetto ai cronoprogrammi iniziali.

La stazione di Treviso

A Treviso, il rinnovo della stazione ferroviaria, iniziato nel giugno 2022, doveva concludersi inizialmente entro 18 mesi, poi entro il 2025, poi entro le Olimpiadi, ma dopo ritardi e disagi ancora si fatica a vedere la loro conclusione. È notizia degli ultimi giorni che i lavori si concluderanno, sicuramente, dopo i Giochi olimpici. A seguito del rifacimento del sottopasso, concluso tra le polemiche nei mesi scorsi, dal gruppo Fs (Ferrovie dello Stato) ci hanno assicurato questo (prima, però, delle ultime, piovose giornate): “Entro l’inizio delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026, oltre a quanto già eseguito, si prevede di completare i bagni di stazione; le pavimentazioni di piazza e strada di fronte alla stazione, l’atrio per collegamento diretto al primo marciapiede e al sottopasso ferroviario e il sottopasso urbano con alcune limitazioni lato Sile (dovute a sopraggiunte interferenze idrauliche non previste)”. L’attenzione, nei confronti di questi lavori, resta massima, in città: si tratta, infatti, di “un’opera strategica” e “un biglietto da visita” per la città e per il Paese, proprio mentre iniziano i Giochi olimpici di Milano-Cortina, nonché un servizio della città di importanza fondamentale.

Nei giorni scorsi, il sindaco di Treviso, Mario Conte, si è detto molto dispiaciuto per come è stato gestito il cantiere, accennando a una possibile causa, a fine lavori.

La nuova stazione di San Donà

Incertezze anche per la nuova stazione ferroviaria di San Donà, i cui lavori sono in corso anche qui da circa tre anni.

Secondo fonti del gruppo Fs, che abbiamo interpellato nei giorni scorsi, al momento “sono in corso le interlocuzioni con gli enti competenti, per definire la data di attivazione della nuova stazione”. I lavori procedono regolarmente e risultano in linea con le tempistiche, senza scostamenti rispetto al cronoprogramma, anche se non è possibile ipotizzare date di apertura”.

Restano ombre anche sui servizi offerti dalla nuova stazione: questi prevedono “un sottopasso pienamente accessibile, ascensori su ogni banchina per garantire accesso agevole alle persone con disabilità, un’area verde esterna e un nuovo piazzale pedonale, pensiline su ogni banchina e un nuovo fabbricato viaggiatori, che accoglierà i principali servizi all’utenza”.

Anche in questo caso, i dubbi restano: non è chiaro se la stazione sarà impresenziata, fatto che può provocare episodi di microcriminalità, oltre a un generale senso di insicurezza, come sta accadendo nella vicina stazione degli autobus.

Inoltre, si ipotizza che la stazione possa aprire senza le pensiline, lasciando i viaggiatori alle intemperie: non un bel biglietto da visita, per una stazione che servirà un bacino di oltre 100.000 abitanti e poli di interesse come l’outlet di Noventa e le spiagge.

Anche per questo, abbiamo chiesto se l’offerta di mobilità, soprattutto quella a lunga percorrenza, verrà arricchita. La risposta in questo caso è stata lapidaria: “Da e per la nuova stazione di San Donà di Piave, al momento, non sono previsti collegamenti ulteriori rispetto a quelli attuali”.

Niente collegamento con l’aeroporto

Non solo, al momento non sono previsti collegamenti con l’aeroporto Marco Polo, attraverso la bretella in costruzione. Come ci è stato spiegato: “In relazione al modello di esercizio lo stesso è stato definito con Regione Veneto, in qualità di committente del servizio, nell’ambito dell’Accordo quadro per il trasporto pubblico locale, prevedendo due collegamenti orari con il nodo di Venezia. Il Veneto Orientale, quindi, sarà raggiungibile fruendo dei servizi passanti per l’hub di Mestre o delle stazioni limitrofe”. Per raggiungere l’aeroporto dal Veneto Orientale, quindi, si dovrà arrivare fino a Mestre, cambiare treno e, poi, tornare indietro verso l’aeroporto!

La stazione è posta sulla linea Venezia-Trieste, sulla quale i pendolari denunciano ritardi e disservizi, nonostante i lavori di potenziamento. Dal gruppo Fs ci spiegano che “La puntualità dei treni sulla linea risente ancora della presenza dei cantieri in corso, oltre che di eventuali imprevisti che possono verificarsi nella gestione quotidiana della circolazione. Gli interventi di potenziamento tecnologico e infrastrutturale sulla Mestre–Trieste sono tuttora in avanzamento e proseguiranno per tutto il 2026. Le interruzioni programmate di 30 ore, svolte durante l’orario di servizio 2024–2025, regolarmente condivise con i vari Enti coinvolti, sono state necessarie per l’avanzamento di tali lavorazioni e interventi di manutenzione straordinaria”.

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