sabato, 15 giugno 2024
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Ascolto e prevenzione delle forme di abuso e di maltrattamento sui minori

Necessario una sorta di laboratorio educativo e clinico di “primo soccorso”, in cui poter trovare delle “prime parole di ascolto e conseguentemente di cura” per i minori e per chi se ne prende cura.

I fatti di cronaca di quest’estate hanno portato alla luce il tema degli abusi sui minori, abusi perpetrati in vari modi e in vari contesti. Avremmo il tempo di riprendere il tema che ha implicazioni diverse e merita ampia riflessione. La tutela dei minori e l’attenzione dedicata alla loro protezione in tema di maltrattamento sono relativamente recenti, e la consapevolezza sociale ha tardato ad affermarsi. Solo a partire dalla metà dell’Ottocento, a Parigi, con i casi descritti dal medico Ambroise Tardieu, è possibile ritrovare nella letteratura la descrizione di bambini abusati, abbandonati o uccisi, sollecitando la società alla rinuncia di atteggiamenti di omertà rispetto alla violenza sui minori. Più di cinquant’anni dopo, con il riconoscimento internazionale dei diritti dei bambini nella prima Dichiarazione di Ginevra del 1924, si aprì alla successiva Convenzione Internazionale delle Nazioni Unite del 1989. Le stime attualmente disponibili sulla prevalenza del maltrattamento nel nostro Paese fanno riferimento a più di 5 bambini abusati ogni 1.000. Spesso ciò che sfugge all’osservazione dei medici o dei genitori, viene colto quando i minori frequentano la scuola, scrivono, disegnano, giocano. Sembra, inoltre, sempre più evidente che la formazione su questi temi non possa più essere prerogative solo dei professionisti di area clinica. Diventa necessario ricercare la risposta in una sorta di laboratorio educativo e clinico di “primo soccorso”, in cui poter trovare delle “prime parole di ascolto e conseguentemente di cura” per i minori e per chi se ne prende cura, con nuove competenze educative e sociali. Dai primi degli anni ‘90, nella scuola superiore sono attivi i cosiddetti Centri di informazione e consulenza (Cic), spazi di informazione e di primo ascolto per gli studenti delle scuole. Specifica conoscenza della materia, capacità di gestire i primi colloqui, le proprie emozioni e quelle altrui: sono queste le principali competenze richieste ai primi operatori dell’ascolto, se davvero vogliamo interrogarci sul compito educativo che ci riguarda tutti.

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