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Ipm: Da Treviso a Rovigo, il “passaggio di consegne” dei volontari con Caritas e Csv

Il lavoro della Prima pietra, da oltre vent’anni accanto ai minori reclusi a Treviso

Un carcere è fatto di scuola, educatori, agenti di polizia penitenziaria, personale amministrativo e sanitario... ma chi decide di passare in maniera libera e volontaria il proprio tempo con le persone detenute, a volte può fare la differenza. Dal 2004, come racconta la presidente, Silvia Favaro, l’odv La prima pietra, con il sostegno di Caritas e della cappellania penitenziaria di Treviso, entra in Ipm per stare accanto ai minori autori di un reato, creando relazioni, prossimità, offrendo attività, ma soprattutto presenza, ascolto e fiducia nelle seconde possibilità. Un servizio che è proseguito con i progetti di sensibilizzazione e prevenzione nelle scuole, con l’iniziativa Voci di dentro e voci di fuori, che ogni anno, in collaborazione con il Centro servizi di volontariato (Csv), crea percorsi di dialogo e incontro tra le classi del territorio e i giovani dell’Ipm: “Così i ragazzi si riconoscono come coetanei e si abbattono i pregiudizi”, racconta Favaro. E, poi, c’è Starci dentro, con la Pastorale giovanile della Diocesi, che ha portato i ragazzi delle parrocchie a proporre attività di animazione in Ipm durante le feste di Natale. I volontari della Prima pietra, inoltre, due volte al mese, animano la liturgia domenicale e, poi, preparano un momento conviviale con i ragazzi. Tutto questo, sostenuto dalla formazione continua degli operatori. Competenze ed entusiasmo dei volontari non si smorzeranno con la chiusura dell’Ipm di Treviso, in parte perché l’attività proseguirà in casa circondariale, in parte perché La prima pietra sta preparando un “passaggio di consegne” con Rovigo: “Non abbiamo ancora definito i dettagli operativi, ma il volontariato sarà una componente forte e presente anche a Rovigo - chiarisce la presidente -. Non era scontato, tuttavia c’è questa ferma volontà. Siamo in contatto con Caritas Rovigo e con Csv Rovigo Padova, che ci hanno chiesto un supporto nell’avvio delle attività. Abbiamo portato, quindi, le nostre modalità di formazione, e tanti consigli pratici su questioni di accesso, burocrazia, materiali che si possono introdurre nella struttura. Sosteniamo le associazioni che entreranno a Rovigo con entusiasmo, poiché siamo fermamente convinti dell’importanza di fare rete”.

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